Sicurezza
L’Empoli nel cuore e ora pure sulla pelle per il tifoso centenario
Gino Bertelli premiato dal presidente Corsi al Castellani Anche ieri si trovava in tribuna per seguire gli azzurri
EMPOLI. Alla fine è arrivato uno dei regali sicuramente più graditi: la vittoria del “suo” Empoli. Così Gino Bertelli, “i’ Bubbola”, ha potuto celebrare con il sorriso la sua prima partita allo stadio da centenario.
Il traguardo lo ha tagliato il 13 settembre scorso. Ma lui, abbonato da oltre 50 anni, non aveva potuto vedere i suoi amati azzurri all’opera a causa del calendario. Ieri, alla prima occasione, è tornato nel posto di Tribuna inferiore che gli appartiene e che custodisce ormai da decenni. E, prima dell’inizio di Empoli-Cittadella, si è preso anche l’applauso del popolo azzurro. Gino, infatti, è sceso in campo a braccetto con il presidente Fabrizio Corsi.
Che gli ha donato una maglia personalizzata, ovviamente con il numero 100, e una targa celebrativa. Sorridente e contento, Bertelli ha posato per le foto di rito e si è poi accomodato in tribuna per assistere alla sfida col Cittadella. Festeggiando la vittoria dell’Empoli.
Della squadra di quella città di cui lui è davvero un personaggio. Classe 1919, Gino Bertelli lo conoscono tutti, ma proprio tutti in città. O per nome e cognome o con il soprannome, “i’ Bubbola” che lo accompagna da una vita. È stato macellaio ad Avane per settant’anni e quanto “bubbolava” il “sindaco di Avane”. Insomma il Bertelli è un’icona di Empoli ma soprattutto di Rozzalupi, perché lui ci tiene molto alle sue origini. Dopo la pensione, raggiunta nel 1992, viaggi in Inghilterra, in Francia sempre insieme a sua moglie Anita, scomparsa il 9 giungo 2018, dopo 72 anni di matrimonio.
Ma senza mai perdersi una partita interna dell’Empoli. In qualsiasi categoria, con qualsiasi condizione meteo. Per molto tempo, infatti, era semplice trovarlo nei giorni successivi in centro a parlare e discutere degli azzurri. Spesso insieme a un altro storico sostenitore della squadra, l’ex assessore allo sport Sauro Cappelli.
E ora di quella squadra ha anche la maglia. Tutta sua, tutta per lui. Con il numero 100 e il nome stampato. D’altra parte tifosi così, tifosi di un secolo e passa, mica ce ne sono tanti in giro... —
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