Sicurezza
Le “cacciatrici di rifiuti” ora diventano un esempio
Le ragazze di EmPulita ricevute in Comune (e ringraziate) dalla sindaca Barnini: «È una bellissima esperienza di cittadinanza attiva, il loro impegno va ampliato»
EMPOLI. Delle ragazze di EmPulita Il Tirreno aveva parlato nelle scorse settimane. Nel frattempo le “cacciatrici di rifiuti” hanno continuato ad agire, allargando in gruppo e guadagnandosi anche la “medaglia” di una chiamata in Comune, dove sono state ricevuti dalla sindaca Brenda Barnini.. La loro filosofia è semplice: un piccolo gesto può cambiare il mondo. E il loro piccolo gesto è stato - dopo aver visto rifiuti e sporcizia nelle campagne della zona di Arnovecchio, dove si ritrovano come altri cittadini per fare passeggiate all’aria aperta - quello di prendersi qualche ora per pulire, raccogliere rifiuti e restituire decoro in risposta alla inciviltà di chi li abbandona.
Per questo le fondatrici Giada Benedetti e Sara Biondi di Empoli; Corinna Maria Irene Romagnoli e Lucia Spinelli di Montespertoli (ma al gruppo si è presto aggiunta anche Alice Parri che non si perde mai un’uscita) sono state convocate da Brenda Barnini, che le ha ospitate nel suo ufficio per conoscerle, complimentarsi e ringraziare a nome di tutta la cittadinanza per la loro opera, che ha coinvolto anche altre persone della zona di Arnovecchio, giovani e adulti, e perché la loro iniziativa sia da esempio a tutti.
«EmPulita è una bellissima esperienza di cittadinanza attiva promossa da quattro amiche che hanno a cuore l'ambiente e che si sono messe concretamente a fare qualcosa di buono. Il loro impegno deve essere amplificato per il bene della nostra città e per valorizzare lo spirito di queste quattro giovani donne, che mi hanno trasmesso speranza e fiducia nel futuro – ha spiegato Brenda Barnini – ho parlato con loro dell’idea di collaborare con Alia, intanto per munirle di strumenti più consoni alla raccolta di rifiuti in sicurezza e per coinvolgere ancora più cittadini. Sono già molto seguite su Facebook e su Instagram, e altri empolesi hanno raccolto il loro messaggio. Ad animarle è un puro spirito civico che deve essere di esempio a tutti nelle tematiche ambientali. Una iniziativa nata dal basso che deve essere amplificata per aumentare la sua capacità di influenza e di emulazione positiva. Prima di pulire, come mi hanno inoltre detto loro, bisognerebbe pensare a non sporcare».
Empulita è già intervenuta sette volte su Arnovecchio e Tinaia, per una ventina di ore di volontariato. E, dopo il nostro articolo, il gruppo è arrivato alla cifra record di 4 partecipanti. Con il primo maschietto, Daniele, che ha risposto agli invitati annunciati puntualmente sulle pagine social del gruppo. «Ognuno può fare cambiare qualcosa in un sistema che non funziona con una piccola azione – dicono Giada, Sara, Corinna e Lucia – iniziamo da piccole scelte sostenibili quotidiane. Nell’uso di cosmetici, detersivi comprati al supermercato. Nella borraccia al posto della bottiglietta di plastica». Sempre via social, infatti, arrivano anche i consigli specifici delle “cacciatrici di rifiuti”. —
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