Gioco
La consigliera di colore attaccata sui social «Ma non sono sola»
Certaldo si stringe attorno alla giovane Daniella Langneble presa di mira da alcune persone dopo la partecipazione al Calambur
Le offese
Giacomo Bertelli
Offese per il colore della pelle e accusata di ricevere aiuti dall'amministrazione comunale di Certaldo. È la (brutta) storia che ha coinvolto Daniella Langneble, 19 anni, consigliera comunale del Pd, originaria del Togo, che già nel 2017 aveva ricevuto la cittadinanza italiana.
La sua partecipazione al Calambur, la quinta edizione del palio della città del Boccaccio, ha scatenato l'intervento di due donne di Certaldo che hanno attaccato in rete Daniella per il colore della sua pelle e la sua famiglia per presunti favori ricevuti e per opportunismo politico: sempre il colore della pelle che avrebbe scatenato la compassione di questa amministrazione e non meglio specificate “manovre” del padre. Attacchi sui social che hanno trovato subito decine di messaggi di vicinanza alla giovane ragazza, studentessa del liceo scientifico Pontormo di Empoli.
Adesso lei parla a tutto tondo per raccontare la sua storia, la stessa che, persino chi la conosce, non ha risparmiato qualche frecciatina, rivolta anche alla sua famiglia. Lei risponde con il sorriso, a testa alta e con tanta voglia di impegnarsi per il suo paese che l'ha accolta molti anni fa. Lei ha un sogno nel cuore, diventare pediatra ed aprire una struttura ospedaliera in Togo, a supporto dei bambini, dove ha vissuto fino all'età di 4 anni prima di raggiungere a Certaldo assieme a sua madre i fratelli nati a Poggibonsi. Il padre ha usufruito del ricongiungimento familiare e così ha permesso alla sua famiglia di trasferirsi poi a Certaldo.
Gli attacchi ricevuti hanno scatenato i commenti indignati da parte di amici e conoscenti che hanno fatto sentire la loro vicinanza alla giovane ragazza. «Stavo tornando a casa dopo un pomeriggio con gli amici nel borgo alto quando mia madre mi avvisa di commenti in rete – racconta Daniella – parole che sono arrivate da persone sconosciute e conosciute. Cosa ho provato? Rabbia e sconforto. Avrei voluto in un primo momento denunciarli ma poi ci ha ripensato. Per ora, però, perché di fronte ad ulteriori offese, procederò per vie legali».
È tenace, non si arrende, lei che lo scorso maggio è diventata, per volontà dei cittadini e di un Pd che ha le ha dato fiducia, consigliera comunale. Siede nelle commissioni pari opportunità, sport e gemellaggi: «I miei stessi concittadini mi hanno scelta a ricoprire un ruolo in cui credo tantissimo e per cui, nonostante la mia giovane età, sono pronta a impegnarmi. Voglio essere emblema di integrazione nella mia Certaldo e abbattere quei muri di paura e timore verso il prossimo che sono sempre sinonimo di razzismo e discriminazione. Un battaglia che per niente mi spaventa», aggiunge.
La solidarietà è arrivata dal sindaco Cucini e da tutta la squadra che compone la giunta, oltre che dal presidente del consiglio comunale, Romina Renzi. Ma anche tanti amici e cittadini hanno voluto far sentire la loro vicinanza alla giovane: «Questi commenti hanno avuto un effetto boomerang per chi mi ha offeso – conclude – non sono sola, così come non lo ero una volta arrivata in Italia quando avevo difficoltà a legare con gli altri a causa della lingua e del colore della pelle. Ho un carattere forte e tengo botta, lo stesso che anche in altri momenti mi ha già permesso di vincere la stupidità altrui». —
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