Proteste
Ex dirigente licenziata sarà risarcita dal Comune
La professionista empolese era stata sollevata dall'incarico, ora incasserà più di 180.000 euro
EMPOLI. A tre mesi dalle elezioni che hanno segnato la fine dell’amministrazione a Cinque Stelle guidata da Filippo Nogarin, il giudice del lavoro ha condannato il Comune di Livorno a risarcire per oltre 180mila euro l’ex direttrice generale del municipio, l’architetto empolese Sandra Maltinti. Nogarin l’aveva nominata a capo della macchina di Palazzo Civico nell’agosto del 2014, salvo poi mandarla a casa in anticipo nel luglio del 2016. Una vicenda che aveva tenuto banco per mesi. Maltinti - difesa dall’avvocato Paolo Bassano - ha presentato ricorso al giudice del lavoro e ora il Comune dovrà risarcirla.
La somma stabilita dalla giudice Federica Manfrè è inferiore a quanto chiesto dall’ex direttrice generale (circa 450mila euro). Ma ha un peso per le casse del Comune: 181.004 euro. A Maltinti, si legge nella sentenza, è stato riconosciuto il risarcimento «derivante dall’illegittimo anticipato recesso dal rapporto di lavoro in conseguenza della parimenti illegittima revoca dell’incarico dirigenziale». Il Comune è condannato anche «al pagamento a favore di Maltinti delle spese di lite che si liquidano in 10.000 euro per compensi professionali, 607 euro per spese di lite, oltre 15% rimborso spese forfettario, Iva e Cpa». Nei prossimi giorni la nuova amministrazione valuterà se fare ricorso.
Maltinti (64 anni, diploma al Virgilio e laurea in architettura a Firenze) ha iniziato la sua carriera progettando la sede della Berni, a Sovigliana. Nel 2004, quando era dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Portoferraio, venne coinvolta nell’inchiesta sull’amministrazione elbana e arrestata. Rimase in carcere 70 giorni. Nel 2008 fu assolta («perché il fatto non sussiste») e risarcita con 30.000 euro. —
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