Il Tirreno

Empoli

Empoli com'era: le corse dei cavalli nel cuore della città

Marco Pagli
Ecco la foto che sarà regalata ai lettori del "Tirreno" domani 18 settembre
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Ecco la foto che sarà regalata ai lettori del "Tirreno" domani 18 settembre

Ecco la prima foto che sarà regalata ai lettori con Il Tirreno di mercoledì 18 settembre: è la prima di dodici immagini che ci aiuteranno a recuperare la memoria storica della città

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EMPOLI. Ci siamo. Si parte. Con Il Tirreno in edicola domani (mercoledì 18 settembre), è prevista l’uscita della prima delle 12 foto di “Empoli com’era” (poi appuntamento a giovedì e venerdì), l’iniziativa del nostro giornale realizzata con il vasto archivio del negozio Foto Cine di via Del Giglio e grazie alla collaborazione di Nissan Brogi e Collitorti.

E si parte... di corsa. Con una corsa di cavalli, nel cuore della città, immortalata nel 1947. Empoli e i cavalli, d’altra parte, hanno un legame che in pochi forse conoscono. Un legame interrotto nel dopoguerra, ma non per questo meno intenso. Il luogo è l'odierna piazza Guido Guerra, nell'area conosciuta come il Piaggione. Una piaggia, appunto, stretta tra l'Arno e le proprietà della famiglia Bini, che ancora oggi sopravvivono nel palazzo al limitare sud della piazza che affaccia sul parco Mariambini. Quest'ultimo è intitolato – in una crasi che rischia di fuorviare – ad un membro illustre della famiglia: quel Mariano Bini che negli anni Sessanta del XIX secolo è gonfaloniere di Empoli. Proprio in questo periodo, dalla metà dell'Ottocento, sul Piaggione è presente un ippodromo, dove si tengono le corse dei cavalli. Una pista in terra battuta che forma un circuito, proprio nel luogo sul quale adesso sorgono il palazzo delle esposizioni e il parcheggio adiacente.

Le foto dell'epoca racconta di folle festanti aggrappate alle balaustre interne, scatenate nell'incitare i cavalli lanciati verso il traguardo. È un tratto distintivo della città che vive a cavallo tra Ottocento e Novecento. Un elemento di svago in tempi difficili, che tra le altre tragedie vedono lo scatenarsi di due guerre mondiali. L'ippodromo di Empoli, inoltre, è anche il teatro di una delle visite più importanti della sua storia. Quella dell'eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi. Il condottiero nizzardo è a Empoli nel luglio del 1867. L'Italia è fatta da ormai sei anni, ma ancora mancano dei pezzi importanti: tra tutti Roma. E così Garibaldi è in giro per il Paese a tenere viva la fiamma dell'unità. Ma in riva d'Arno c'è anche per un altro motivo: all'indomani dell'unificazione, infatti, gli viene intitolata la Società operaia di mutuo soccorso, fondata nell'ottobre del 1861 nel palazzo Ciardini in piazza Farinata degli Uberti. Nell'ambito di questa visita, che ha il sapore della politica, l'eroe del Risorgimento riesce a concedersi anche un momento di divertimento. E lo fa proprio assistendo ad una corsa di cavalli all'ippodromo sul Piaggione.

Ma la foto che proponiamo, risalente al 1947, offre anche un altro spunto interessante. Basta alzare lo sguardo dai due soggetti in primo piano, il cavallo e il fantino sul calesse da trotto, e osservare lo sfondo per accorgersi di un particolare inaspettato. In alto a sinistra è visibile il campanile della Collegiata di Sant'Andrea. Attorno alla sagoma ci sono le impalcature, perché proprio in questi anni è in fase di ristrutturazione dopo che le mine tedesche lo hanno distrutto nel luglio del 1944. A differenza del suo omologo della chiesa degli Agostiniani, anch'esso distrutto nei giorni della ritirata dell'esercito nazista dal centro di Empoli, il campanile della Collegiata viene ricostruito nell'immediato dopoguerra e ancora oggi svetta su piazza Farinata. Un po' più alto di quello che si può osservare nella foto e senza impalcature.

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