Gioco
Un viaggio nel tempo lungo 12 foto grazie agli scatti in regalo con “Il Tirreno”
“Empoli com’era”: mercoledì 18 settembre la prima uscita per fare un tuffo nel passato e riprenderci le nostre origini
l’iniziativa
Nell’èra dell’immagine digitale, in una società in cui ognuno di noi ha sempre una macchina fotografica in tasca, mettersi a cercare foto del passato in un archivio potrebbe sembrare anacronistico. Eppure, non è così.
Delle migliaia di foto che scattiamo oggi attraverso i nostri amati smartphone, non rimarrà un archivio dove fra 50 o 100 anni qualcuno potrà andare a cercare. Anzi, probabilmente non rimarrà niente. Siamo nella società del tutto e subito, dell’effimero, del bello a tutti i costi e la foto ci serve sul momento magari per condividerla sui social e per far sapere agli altri dove siamo, cosa facciamo, o quanto ci piace un luogo. E poi? Chissà. Quanti di noi hanno l’abitudine di stampare le foto che scattano? Pochissimi. “E a cosa mi serve?” , ci sentiamo rispondere se poniamo tale interrogativo. Scattare una foto oggi per la stragrande maggioranza delle persone non assume nessuna aura di sacralità, è un gesto semplice, quotidiano, che fa ormai parte del vissuto di ogni giorno. Fino a qualche decennio, però, scattare una fotografia, per molti motivi, era un evento. E allora andare oggi a cercare in un grande archivio fotografico come quello di Foto Cine Ottica di Empoli, costituisce un’operazione ancor più stimolante, semplicemente per cominciare a mostrare quanto sia importante conservare la documentazione salvandola dalla dispersione. Purtroppo tanti archivi di fotografi empolesi sono andati dispersi, e il danno prodotto alla memoria della comunità incalcolabile; fortunatamente non è questo il nostro caso, anzi.
L’archivio è stato completamente digitalizzato, e conserva migliaia di fotografie. Scegliere poche immagini in grado di evocare l’intimità di un luogo, l’atmosfera che lo pervade, le sensazioni che si provano nel visitarlo, sia esso una città, un paese, un borgo di case, semplicemente una strada, una fabbrica, uno stadio, perfino un bar che non c’è più, è sempre cosa arbitraria e discutibile. Ma anche affascinante. Torna dunque, con questa iniziativa del Tirreno “Empoli com’era” una carrellata di 12 immagini in bianco e nero molte delle quali assolutamente inedite. La magia di uno scatto che ferma quel preciso momento nel tempo, per sempre, è semplicemente incomprensibile, inspiegabile, così come lo è la voglia di mettersi a sfogliare le pagine di un vecchio album alla ricerca di un’immagine, di un particolare, di un’emozione. Un autentico mistero, una forza che trascina e ci conduce pian piano nel mezzo delle cose. E comincia allora il viaggio. La dimensione del viaggio è la tematica di fondo di questo breve percorso, che si snoda per le strade della nostra città, dalla fine degli anni Quaranta in un contesto sconvolto dalla guerra appena passata, passando per i favolosi anni Cinquanta dove la voglia di ricostruire e di tornare a vivere esce prorompente portandoci nel pieno del boom economico degli anni Sessanta, con la crescita esponenziale delle attività industriali e le glorie tutte empolesi delle produzioni cittadine, con le vetrerie, la Sammontana, la China Gambacciani, la Fracor. Dicevamo del bar che non c’è più, ma solo fisicamente. Nei ricordi degli empolesi il mitico Bar Italia c’è ancora, tanto per fare un esempio. E anche chi è stato bambino negli anni Settanta come chi scrive lo ricorda sempre con struggente nostalgia.
Non è un viaggio turistico questo, realizzato anche grazie a Ñissan Brogi e Collitorti, non è scoperta di luoghi sconosciuti, non è commento erudito. È, vuole essere, un viaggio nella storia, una volta tanto quella con la esse minuscola della città. Senza alcuna presunzione o tanto meno pretese di accontentare questo e quello. Si tratta sempre e comunque di una scelta. Protagoniste saranno le immagini, (in regalo col giornale da mercoledì 18 per 4 settimane, ogni mercoledì, giovedì e venerdì) il fascino ineguagliabile della fotografia e le emozioni che suscita l’osservazione ormai quasi distaccata del “secolo breve”. Scatti senza tempo, momenti catturati da ricordare per sempre. Tutto sommato però, abbiamo voluto proporre, una volta tanto, una chiave di lettura diversa, presentata in molti frangenti attraverso scatti insoliti. Il nostro viaggio potrà continuare, chissà quando. Intanto, godiamoci intimamente queste dodici immagini in bianco e nero, specchio del nostro recente passato. Dimenticavamo. Buon viaggio. —
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