Sicurezza
Il patron della Sesa bacchetta la scuola: «Servirebbe più collaborazione»
Legami da stringere con gli istituti dell’Empolese-Valdelsa per spianare la strada ai giovani verso il mondo del lavoro
EMPOLI. Per un'azienda che produce fatturati e utili stratosferici, confermandosi come il principale motore economico di un Empolese Valdelsa sempre più orfano della propria tradizione manifatturiera, sembrerebbe naturale con legame stretto con le realtà scolastiche locali.
E proprio nel periodo in cui stanno per suonare le prime campanelle e a pochi giorni dalla pubblicazione dei primi dati economici del 2019, tornano attuali le parole che Paolo Castellacci, presidente del Gruppo Sesa (specializzato nelle information technologies e con oltre un miliardo di euro di fatturato) pronunciò presentando l’ultimo, straordinario bilancio. Il patron della società per azioni aveva affrontato anche il tema dei rapporto con gli attori istituzionali del territorio, emergendo però una serie di punti su cui varrebbe la pena di lavorare e su cui, a detta dello stesso Castellacci, esiste ancora molta strada da fare. «Servirebbe una collaborazione più stretta con gli istituti scolastici della zona – le sue parole – da parte nostra abbiamo sempre avuto un'apertura forte, abbiamo costantemente collaborato nei progetti di alternanza scuola/lavoro. La nostra realtà accoglie tanti studenti delle superiori per i loro tirocini. L'ideale, però, sarebbe che un istituto scolastico dell'Empolese-Valdelsa, per esempio un liceo o un istituto tecnico, stringesse con noi un legame più stretto. Se una di queste scuole attivasse dei percorsi per lo sviluppo di attività di nostra pertinenza, noi saremmo sicuramente favorevoli e al loro sostegno. Personalmente l'ho proposto molte volte alle istituzioni scolastiche locali, ma non siamo riusciti ad avere una forte collaborazione».
Castellacci ha avuto più fortuna invece sullo step superiore, quello degli Its promossi dalla Regione Toscana. L'acronimo sta per “Istruzione tecnica superiore” e rappresenta una scuola ad alta specializzazione tecnologica finalizzata al rispondere alla domanda di nuove competenze da parte delle imprese. A questa tipologia di percorsi hanno accesso i giovani dai 18 ai 29 anni in possesso di un diploma delle superiori. «Abbiamo un essere un attività di Its assieme a Generale Electric – spiega Castellacci – con il quale siamo al secondo anno di un biennio con 21 ragazzi».
“Prime”, il nome dell'ITS di cui Sesa è socio fondatore, ha all'interno cinque istituti superiori toscani, nessuno empolese (partecipa però Asev come ente di formazione). E se il mondo della scuola non risponde come dovrebbe, lo stesso vale per le pubbliche amministrazioni in termini di innovazione tecnologica e campi, come la sicurezza dei dati e la biometria, sempre più in auge dopo la Legge Concretezza e la lotta ai “furbetti del cartellino” dell'ex ministro Giulia Bongiorno. «Il 90% dei Comuni ha problemi nel rispettare le regole sulla sicurezza – insiste Castellacci – e se volessimo aiutarli i tempi sono lunghi. La pubblica amministrazione ha bisogno di investire sul “tempo”. Co Comuni del territorio non lavoriamo: forse è anche colpa nostra che non sappiamo aspettare, non abbiamo probabilmente la pazienza di fare progetti e attendere per portarli avanti. Più passano gli anni e più cambiano strumenti e tecnologie. Al contrario le piccole aziende investono: lo fanno se trovano dei riferimenti precisi e se hanno le opportunità di andare avanti, celermente».
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