Il Tirreno

Empoli

il caso 

Rissa sfiorata Pallonate e insulti razzisti

Daniele Dei

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EMPOLI. Rissa sfiorata ed epiteti razzisti in piazza Farinata degli Uberti a Empoli nella serata di martedì, il tutto per delle pallonate che hanno colpito una bambina di quattro anni e alcune mamme sedute su una panchina. A raccontare la storia è Nana Lagadze, 35 anni, studentessa di Medicina di nazionalità georgiana, sposata con un italiano e madre della bimba coinvolta. «Ero uscita con tre amiche originarie del mio Paese e i loro figli – racconta – c'era un gruppetto di bambini sui dieci anni che giocava a calcio vicino alla nostra panchina. Li abbiamo invitati ad andare più in là, ma non si sono spostati. Mia figlia ha preso il pallone in faccia ed è caduta, poi siamo state colpite altre due volte. A quel punto abbiamo preso la sfera, l'abbiamo bloccata e detto loro “Basta”». È lì però che ne è nata la situazione critica: «Il padre di uno dei bambini ha aggredito una delle mie amiche, tirandole i vestiti e le braccia – prosegue Nana – poi una mamma, seduta sul sagrato della Collegiata, è venuta verso di noi dicendoci di tornare nel nostro Paese e che i loro bimbi, essendo italiani, avevano il diritto di giocare. Parole riprese anche da uno dei ragazzini che stavano giocando. Infine sono arrivati altri adulti, loro amici, e mio marito. A quel punto abbiamo restituito il pallone e ce ne siamo andate». La questione del gioco del calcio in Piazza dei Leoni è da tempo particolarmente dibattuta sui social e fu tra i temi della scorsa campagna elettorale. «Abito in via Ridolfi e la sera vado in piazza – conclude Lagadze – e sempre giocano a palla. Non va bene che lo facciano vicino alle panchine dove la gente si siede. Senza dimenticare gli insulti razzisti: in oltre 10 anni di permanenza in Italia non mi era mai accaduta una cosa del genere». —

Daniele Dei

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