Il Tirreno

Empoli

l’allarme 

Produzione vinicola dimezzata per i temporali e le grandinate

Walter Fortini
La grandinata in un vigneto
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La grandinata in un vigneto

La previsione di Fedagri sulla raccolta dell’uva dopo il maltempo di fine agosto Empolese e Valdelsa vanno in controtendenza rispetto al resto della regione

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EMPOLI. Brutte notizie per i viticoltori dell’Empolese e della Valdelsa, funestati da temporali e grandinate questa estate. Mentre in tutta la Toscana si preannunciano più uve e dunque più vino, con aumenti dal 3 al 5 per cento secondo Confagricoltura e per i rosati crescite addirittura a due cifre, nell’Empolese la produzione alla fine rischia di dimezzarsi. . Un peccato per gli amanti del fresco bianco Doc o di un rosso come il Chianti Montalbano, anch’esso denominazione di origine controllata. Le previsioni variano molto da zona a zona: c’è dunque chi piange e chi se la passa meno peggio. Peraltro al momento solo le uve di pinot sono state raccolte. La vendemmia è rinviata di alcuni giorni e dunque per gli altri vitigni, i più importanti, occorrerà ancora incrociare le dita, sperando che il tempo sia clemente. La settimana più importante sarà quella del 23 settembre, secondo Fedagri Confcooperative Toscana, quando sarà la volta del merlot e quindi del sangiovese e cabernet. I danni che i nubifragi hanno fatto a luglio sono comunque sotto gli occhi di tutti. E non si cancellano.

A Gambassi Terme, nella zona di Catigliano, ci sono vigneti che sono stati letteralmente rasi al suolo, raccontano alla Coldiretti. Altri hanno patito dopo essere stati allagati. Le conseguenze in alcuni casi potrebbero allungarsi anche sui prossimi anni, costringendo gli agricoltori a sostituire alcune delle barbatelle e dunque investimenti da fare, soldi da anticipare e prestiti da chiedere magari alle banche. Non è andata meglio neppure a Castelfiorentino, Montespertoli e Certaldo. L’estate consegna un campo di battaglia, sia pur a macchia di leopardo, con la beffa che a fine luglio alcune dei grappoli che si erano salvati dal nubifragio sono stati mangiucchiati dai caprioli. È successo in un’azienda a Gambassi Terme. Poi sono arrivate la grandinate di fine agosto ed ora è il momento di tirare le somme, senza possibilità a questo punto di alcun appello. Le colline dell’Empolese e della Valdelsa non rientrano forse nell’immaginario classico della viticoltura toscana d’eccellenza. Ma anche qui si producono vini di qualità: il Chianti ad esempio, nelle tre diverse sottozone di Montespertoli, Colli fiorentini e Montalbano. E si sperimenta, con Igt e supertuscans invecchiati in botti piccole, alla maniera francese, o con l’uso di vitigni meno diffusi come merlot e syrah. Certo, con il tempo che fa le bizze, il rinvio della vendemmia preoccupa i viticoltori. E non poco.

«Purtroppo la maturazione è in ritardo e non possiamo fare altrimenti – spiega Ritano Baragli, vicepresidente di Fedagri Confcooperative Toscana e presidente della cantina sociale dei Colli Fiorentini – Questo ritardo è la conseguenza del freddo e delle piogge che quest’anno abbiamo avuto ad aprile e maggio». I fiori si sono aperti dopo il solito e gli acini si sono sviluppati con più lentezza. Molte aziende, raccontano sempre dall’associazione di categoria Fedagri, hanno perso la metà delle uve e prevedono una produzione assai inferiore a quella dell’anno scorso. Chi è stato graziato dai temporali potrebbe comunque ancora imbottigliare un ottimo vino. «Le uve che si sono salvate dalla grandinate – racconta ancora Baragli – si presentano infatti in buona salute e non sono state danneggiate da parassiti o da muffe». Almeno questa una buona notizia, in attesa delle fiere, delle anteprime e degli eventi promozionali che arriveranno da febbraio e marzo con l’arrivo della primavera.

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