Il Tirreno

Empoli

Cacciatrici di rifiuti Ecco le ragazze che ripuliscono le strade di Empoli

David Biuzzi

Più vicine a Greta Thumberg che a Chiara Ferragni: dal gruppo su Instagram al lavoro con guanti e sacchi 

3 MINUTI DI LETTURA







Non le troverete a manifestare davanti al Parlamento, ogni venerdì, con un cartello in mano. Eppure la giovanissima attività svedese Greta Thunberg, che proprio così si è fatta conoscre al mondo, per loro è decisamente più “influencer” di Chiara Ferragni. La salvaguardia dell’ambiente è la forza che le spinge, insieme a un’amicizia nata sui banchi del liceo Virgilio, la capacità di fare qualcosa di concreto quello che le contraddistingue. Sono le ragazze del gruppo EmPulita che Empoli, almeno una parte, la stanno ripulendo davvero.

Le fondatrici sono quattro ragazze empolesi di 21 anni: Sara Biondi, Corinna Romagnoli, Giada Benassai e Lucia Spinosi, con la coetanea Alice Parri che si è subito unita alla compagnia. Che all’amore dell’ambiente hanno unito... la concretezza. Come? Con la banalità del bene. Cioè passando dalle parole ai fatti. «È capitato quasi per caso – racconta Lucia Spinosi – dopo una serata a Firenze abbiamo fatto notte a parlare dei temi ambientali. Verso le 2 ci siamo dette “ma invece di chiacchierare e basta, perché non facciamo qualcosa?” Ed eccoci qua».

Eccole, cioè, le cacciatrici di rifiuti. In azione nella zona di Cortenuova e Tinaia, sulle strade che portano a Serravalle. Ognuna con il suo sacco, perché la raccolta nasce già differenziata. Poi, a turno, ognuno ne porta a casa sua per lo smaltimento. Da quella notte a Firenze, intanto, sono già entrate in azione più volte. Si ritrovano - armate di guanti, pinze e sacchettoni - e ripuliscono strade e fossati. «Siamo sempre state un po’ così – ricorda Sara Biondi – già al liceo. In particolare Giada (Benedetti, ndr) che aveva organizzato la raccolta dei tappi delle bottiglie di plastica e costruito un portacenere per il giardino interno. Ora ci è sembrato giusto fare qualcosa di più. Siamo partite da qui perché due di noi abitano in questa zona. Ma l’iniziativa si può anche allargare. Non ci poniamo limiti».

In nessun senso. Il gruppo, infatti, è aperto. Chiunque si può aggregare per dare una mano. È ben accetto. «È già successo – rivela Corinna Romagnoli – in una delle ultime uscite eravamo una decina. Più siamo è meglio è. Ed è anche bello quando la gente che ci vede ci chiede cosa stiamo facendo e ci ringrazia facendoci i complimenti. Capita spesso».

Capita, però, anche di trovare di tutto. «Effettivamente – dice Giada Benassai – finora abbiamo raccolto la qualunque. Non solo cartaccia, vetro e plastica ma anche tergicristalli, scope, bottiglie di profumi, porcellana».

Con sudore e graffi nelle gambe come ricordi. «Si lavora e si lavora duro – conferma Alice Parri, in “squadra” già dalla seconda uscita – ma riusciamo anche a divertirci, scherzare tra di noi prendendoci un po’ in giro». Stare bene facendo del bene, insomma. «E alla fine – e stavolta le ragazze parlano in coro – la consapevolezza di aver fatto qualcosa di utile ti fa dimenticare tutto, è una bellissima sensazione».

Come l’iniziativa. Che va avanti. E chiunque voglia può aggregarsi. Come? Basta controllare la pagina Instagram di EmPulita, che non è un’associazione né ha connotazioni politiche, dove gli appuntamenti vengono fissati e annunciati. E anche ora, con la ripresa dei corsi universitari, l’obiettivo del gruppo è mantenere almeno un blitz ecologico a settimana. «I cambiamenti climatici – dicono – li viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle e non si può fare finta di niente».

Unica nota negativa: finora solo ragazze o donne hanno risposto all’appello di EmPulita. In una delle ultime uscite lo hanno fatto anche Diletta e Susanna, due bimbe di appena 10 anni. È sì, fare del bene è contagioso... —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa