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Il popolo del Palio con Corsini Ma spunta la chat con il coro

D.D.

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CERRETO GUIDI. Prende posizione la Contrada di Porta Caracosta dopo che, al Palio del Cerro di Cerreto Guidi di sabato scorso, ha fatto scalpore l'intonazione di un coro a sfondo omofobo ai danni del capitano di Porta Fiorentina, Mattia Corsini.

Alcuni testimoni, nelle numerose discussioni che hanno animato i social nelle ultime ore, hanno riferito che il tifoso in tribuna indicato come autore del gesto vestiva una pezzola bianconera, colori della vincitrice della competizione. Nella nota, comunque, il consiglio di Caracosta non conferma esplicitamente questa circostanza. «La contrada – si legge nel comunicato – si dissocia e prende le distanze dalle affermazioni che niente hanno a che vedere con i valori che la nostra associazione culturale trasmette da sempre, ovvero unione e fratellanza. Teniamo a precisare che continueremo a educare i nostri ragazzi al rispetto, alla passione per il Palio e per i colori che indossano, poiché non c'è spazio, nel nostro meraviglioso paese e nella nostra contrada, per qualsiasi forma di esclusione sociale».

Nel corso della giornata di ieri si sono susseguiti i messaggi di affetto nei confronti di Mattia e del suo compagno Alessio Fusi, che due anni fa si sono uniti civilmente a Cerreto Guidi. Anche il senatore del Pd Dario Parrini ha condiviso su Facebook le parole di Mattia, lasciandole commentare da sole.

È poi emerso che il coro intonato contro Corsini sarebbe stato diffuso anche su chat di Whatsapp legate al palio, come emerge da uno screenshot fatto circolare in rete da alcuni cerretesi. «Questo ciclone di affetto non me lo aspettavo – ha commentato Corsini – ma l'invito è quello di non generalizzare né colpevolizzare il singolo soggetto, che sicuramente non sarà il solo e l’ultimo a pensarla così. Non “infamate” il capro espiatorio, ma educate i vostri contradaioli, i vostri figli, al rispetto di tutti».

E anche la sindaca Simona Rossetti ha preso posizione. «Vorrei dire – scrive la prima cittadina – così come già anticipato a Mattia, con profonda amarezza ma anche con decisione, che a Cerreto Guidi ognuno può e deve vivere la propria dimensione affettiva serenamente e in piena libertà. Coloro che hanno “intonato il coro” oltre a non rendersi conto di essere nel 2019, si prendano le loro responsabilità e dovrebbero ora, come minimo, intonare un coro di scuse. Le offese si ritorceranno contro e sono passibili di denuncia. Le persone valgono per quello che sono e non per l’orientamento sessuale o di colore della pelle. Il Palio del Cerro ha dimostrato in questi anni di essere tutt’altra cosa da questo e non riuscirete a infangarlo perché ci sono migliaia di persone, di ogni contrada, che hanno dato e danno sudore e cuore. Ognuno si guardi allo specchio e sia di esempio a quelle centinaia di ragazzi che sfileranno venerdì e sabato (nei giochi riservati ai ragazzi, ndc) e sappia dare un esempio degno di ciò che i giochi del Palio sono». —

D.D.

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