Il Tirreno

Empoli

Dona i vestiti della madre morta ma li ritrova nella spazzatura

Daniele Dei
Dona i vestiti della madre morta ma li ritrova nella spazzatura

Lo sfogo di un cittadino che si era rivolto a un’associazione di volontariato: potevano almeno dirmelo 

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EMPOLI. Fare atti di beneficenza sì, ma sempre con la giusta attenzione e cura sul materiale che si dona, specialmente se usato. È la raccomandazione delle tante associazioni di volontario del territorio dell’Empolese che si occupano di ritirare questo tipo di oggetti con lo scopo di donarli alle persone che ne hanno bisogno. Altrimenti il rischio è quello di incappare in situazioni spiacevoli in cui, anche chi pensa, in maniera onesta, di fare del bene, possa rimanerci male.

Un po’ come è successo nei giorni scorsi a Giuseppe Alicontri, un cittadino che nel mese di agosto si è messo a sistemare la casa della madre Lidia Carrozza, scomparsa lo scorso 7 giugno. «Mia madre aveva nel suo appartamento moltissimi abiti ancora in ottimo stato – racconta Alicontri – e anche dei giocattoli. Nel mettere a posto l’appartamento ho deciso di volerli donare a un’associazione. Mi sono rivolto alle Pubbliche assistenze riunite di Empoli, dove, i primi di agosto, ho portato otto sacchi contenenti vestiti e giocattoli, d’accordo con loro. Poi sono tornato il 28 agosto sull’ora di pranzo per lasciare ulteriori giocattoli, quando mi sono accorto che i miei sacchi erano stati accantonati da una parte con un cartello “da buttare”».

Giuseppe Alicontri ha espresso il suo rammarico contattando “Il Tirreno”. «Potevano almeno avere il buon gusto di dirmelo che questi oggetti non erano graditi – commenta – Ammetto di non aver avuto il tempo di controllarli uno a uno, ma posso garantire che la maggior parte dei vestiti all’interno erano in ottimo stato».

Dall’associazione di via Venti Settembre, seppure non sia giunta una presa di posizione ufficiale, si apprende che i vestiti sono stati portati effettivamente in sede ma che, almeno parzialmente, non sono stati giudicati in condizioni tali da poter essere donati a chi ne poteva avere bisogno.

Quello dei controlli sul materiale che viene donato dai cittadini è un tema che sta a cuore a questo tipo di associazioni, come per esempio l’associazione Lilliput, che da alcuni anni gestisce il servizio “Nonlobuttovia”, con sede all’ex mercato ortofrutticolo di Avane. In questo caso, per esempio, le persone che portano gli oggetti usati devono farli controllare al personale presente, il quale si prende la briga di accettare o meno quanto viene donato.

In ogni caso, il consiglio che arriva dalle associazioni di volontariato è sempre lo stesso: fare del bene, ma farlo con cura.

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