Il Tirreno

Empoli

il bilancio 

S’impenna il fatturato del Gruppo Sesa. «Il nostro capitale sono le persone»

Daniele Dei
Alessandro Fabbroni e Paolo Castellacci durante la presentazione del bilancio (foto Sestini)
◗
Alessandro Fabbroni e Paolo Castellacci durante la presentazione del bilancio (foto Sestini)

Empoli, il giro d’affari ha superato il miliardo e mezzo di euro (+13,8%) e i dipendenti sono ora più di duemila (in Italia e all’estero) 

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Rompe il muro del miliardo e mezzo di euro di fatturato annuo il Gruppo Sesa Spa di Empoli che si conferma come la realtà economica principale di tutto il comprensorio, capace nel giro di dodici mesi di superare anche la quota di duemila dipendenti salendo di circa 400 unità. . Sono dati impressionanti quelli che emergono dal bilancio sociale al 30 aprile di quest’anno, approvato ieri mattina dall’azienda di via del Pino, tra i leader italiani di mercato del settore della Information Technology. Dalla stessa data del 2018 ai dodici mesi successivi, il giro di affari annuo è salito da 1.363 milioni di euro a 1.551 milioni (+13,8%).

«La crescita – spiega il presidente del Gruppo Sesa, Paolo Castellacci – avviene in un settore forte con una grande domanda di trasformazione digitale da parte degli utenti. L’elemento cruciale è quello di avere un’offerta di servizi informatici aggiornati e in linea con le imprese. Tra questi cito soprattutto il digital cloud, l’aspetto della sicurezza, l’e-commerce, la consulenza alla trasformazione dei processi produttivi, blockchain, machine learning e intelligenza artificiale». In questi numeri, che aumentano anche grazie all’ingresso in altre attività anche all’estero (in Germania ci sono tre sedi da 60 dipendenti dedicate ai servizi per la manifattura e l’automotive tedeschi), ci stanno dentro anche aspetti di valore sociale, a vantaggio dei portatori di interesse della società, in primo luogo i dipendenti stessi.

Secondo quanto emerso dai dati presentati ieri mattina in una conferenza stampa, l’azienda stima nei dodici mesi presi in esame 150,5 milioni di euro di “valore aggiunto netto distribuito agli stakeholder”, ovvero il dato che indica la differenza tra la ricchezza prodotta e i consumi sostenuti per la sua distribuzione ai vari portatori di interesse. Il numero supera del 19,7% il dato registrato al 30 aprile 2018. Di questi soldi, 96,3 milioni vanno a beneficio del personale del Gruppo Sesa, il 15,6% (pari a 22 milioni e mezzo) a sostegno dei prossimi investimenti e il 9,7% per la remunerazione degli azionisti.

C’è da dire che chi avesse investito nel 2013 cento euro in IPO (offerta pubblica iniziale), adesso si ritroverebbe in mano con 323 euro e un buon investimento. Per quanto riguarda il personale, l’aumento dei fatturati comporta la possibilità di finanziare una serie di benefit a sostegno dei dipendenti: l’asilo nido interno, sostegno alle politiche abitative e all’utilizzo di mezzi di trasporto, mensa aziendale e punti di ristoro interni “plastic free”, lavanderia, un portale di welfare aziendale con una serie di servizi, tra cui la spesa online da ritirare in azienda. E poi borse di studio per i figli e per i dipendenti stessi che vogliono iscriversi a master e corsi di laurea da seguire durante il periodo di lavoro. Una quota di 150mila euro è stata destinata a 50 progetti di filantropia e beneficenza tramite la Fondazione Sesa.

«Il capitale di questa azienda sono le persone – spiega Castellacci – e i risultati si vedono. Puntiamo sul fare squadra e sull’attaccamento all’azienda. Le competenze necessarie si sono moltiplicate in maniera smisurata, ormai l’attività si basa su gruppi di lavoro e non sui singoli, quindi serve coesione e far sì che in azienda si stia bene». Il 98% del personale assunto è a tempo indeterminato proprio per questo motivo. «Continueremo a investire sullo sviluppo del capitale umano – commenta l’amministratore delegato Alessandro Fabbroni – attraverso piani di formazione e di welfare aziendale, nel rispetto di un sistema valoriale che orienta, tramite il Codice Etico, il nostro operare». Valori che vanno a braccetto con i conti di un’azienda che fa 32 milioni di utili netti e che, nell’ormai lontano 1994, registrava un fatturato annuo corrispondente, facendo una conversione dalla lira, a sette milioni di euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web