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Quel che resta del Giro d’Italia: tante le bici rosa ancora sulle strade

Daniele Dei
Quel che resta del Giro d’Italia: tante le bici rosa ancora sulle strade

A più di tre mesi dal passaggio della corsa i segni  della carovana ciclistica sono ancora ben visibili

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Poco più di tre mesi fa nell'Empolese arrivò il Giro d'Italia di ciclismo nel segno di Leonardo Da Vinci e del 500° anniversario dalla sua morte. Fucecchio ospitò l'arrivo della seconda tappa e Vinci la partenza della terza, il 12 e 13 maggio. Le strade furono addobbate di rosa, il colore tipico della corsa, e l'attenzione mediatica fu altissima. Adesso, di quel passaggio, cosa è rimasto? In particolare una forte presenza sul territorio è stata quella delle biciclette dipinte con vernice rosa, solitamente legate con una catena ai pali dei cartelli stradali, lungo il tragitto della carovana di campioni su due ruote.

In molti punti sono rimaste lì per settimane, fino a estate inoltrata. Negli ultimi giorni però è stata fatta un'opera di rimozione importante, almeno di quelle che, a corsa finita, sembravano ormai dei rottami abbandonati piuttosto di particolari elementi di arredo. Tra queste c'erano le bici situate sui muretti che dividono lungarno Gramsci dall'argine dell'Arno a Spicchio, o quella che era stata lasciata in piazza Vittorio Veneto a Limite sull'Arno, legata a con una catena di fronte alla casa del popolo. E se anche su Empoli ormai da più tempo i segni del Giro sono stati rimossi, in altre parti dell'Empolese sono ancora evidenti.

Nel territorio comunale di Capraia e Limite a oggi elementi sul pubblico suolo non ce ne sono più, ma tracce palesi del passaggio si possono trovare sulla strada del Montalbano all'altezza di Castra, dove sull'asfalto restano ancora le frasi per incitare i beniamini dei tifosi. All'altezza del borgo due cittadini non hanno volutamente tolto le biciclette rosa appese alla ringhiera per ricordare questo importante momento sportivo. A Cerreto Guidi non ci sono “rottami” ma il Giro d'Italia ha lasciato dei coloriti arredi che nessuno ha più rimosso, sia nel contesto urbano che rurale. È il caso di una grande bici (che ricorda quella progettata da Leonardo da Vinci) visibile sulla salita di San Zio, a margine di un vigneto, e degli arredi a lato di via Pianello Val Tidone: ruote e vasi di colore rosa, su vecchie sedie contadine. Ormai sono elementi che piacciono e a cui i cittadini si sono abituati: resteranno lì almeno per le celebrazioni legate al palio dei primi di settembre, poi si vedrà.

Le bici invece sono ancora ben presenti a Spicchio e Sovigliana, lungo viale Togliatti e alla rotonda di via Limitese all'altezza della cava, ma non ci resteranno per molto. «Le rimuoveremo nel corso del mese di settembre – spiega il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia – le abbiamo lasciate lì di proposito, per promozione. E in questo senso abbiamo raccolto pareri positivi anche tra la cittadinanza. Inoltre, l'organizzazione del Giro d'Italia ci consente di utilizzare i loghi e i simboli della corsa come veicolo di pubblicità per tutta la durata dell'anno solare 2019».

Poi a quel punto il Giro diventerà solo un ricordo da album fotografico come quello che, entro fine anno, il Comune di Vinci dovrebbe presentare con le immagini più belle delle celebrazioni leonardiane, “corsa rosa”, ovviamente, compresa. —

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