Italia
Bancarotta da otto milioni, due indagati
Inchiesta della Procura sul fallimento di un’azienda edile. I titolari avrebbero distratto fondi a favore di altre loro società
MONTAIONE. Sono giunte a una fase terminale alcune indagini che la guardia di finanza ha condotto, da oltre due anni, a Montaione e legate a un caso di bancarotta fraudolenta da oltre otto milioni di euro.
Coinvolta nell’inchiesta c’è un’azienda edile che ha sede nel territorio comunale valdelsano ma di cui gli inquirenti non hanno reso noto il nome. Al momento sono due i nomi di imprenditori iscritti nel registro degli indagati, ai quali è stato notificato l’avviso di chiusura indagini. Il fascicolo è stato aperto dalla Procura della Repubblica di Firenze ed è seguito dal sostituto procuratore Concetta Gintoli, sotto la direzione del procuratore capo Giuseppe Creazzo.
Le indagini sono state avviate a inizio 2017 in seguito al dichiarato fallimento dell’azienda: la Procura ha studiato gli atti legati alla cessazione dell’attività e ha delegato la Tenenza di Castelfiorentino della guardia di finanza a fare chiarezza su quanto accaduto. Secondo il quadro ricostruito dalle Fiamme Gialle, l’impresa edile che aveva accumulato debiti per circa 20 milioni di euro era stata volutamente “depauperata” a favore di altre società, prevalentemente del settore, sempre riconducibili ai due imprenditori attualmente sotto indagine.
In questi mesi sono state raccolte numerose testimonianze e documenti che hanno permesso la ricostruzione dei fatti. Essendo l’azienda in questione arrivata a una difficile situazione economica, le risorse – secondo quanto emerso dalle indagini – sarebbero state girate alle altre società facenti riferimento agli indagati tramite varie manovre distrattive del patrimonio. Tra queste figurano in modo particolare il finanziamento infruttifero delle altre aziende coinvolte, le quali, comunque, a loro volta si trovavano di fronte a una crisi di liquidità, e alcune fideiussioni per diversi milioni di euro. Nel corso delle indagini condotte dalla procura fiorentina, sia la curatela fallimentare che la guardia di finanza hanno portato avanti una serie di accertamenti in maniera congiunta, con anche l’obiettivo di tutelare i vari creditori della società. In particolare l’Agenzia delle Entrate ha potuto operare fin da subito ogni qualvolta che i beni venivano cautelati dagli atti emessi dal curatore. Già da tempo infatti sono state messe in campo azioni di risarcimento dei creditori e attività di liquidazione rese possibili anche da alcune aste fallimentari già bandite. —
Daniele Dei
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