Gioco
Il sogno di Falorni: «Vogliamo diventare capitale del teatro»
Castelfiorentino, la soddisfazione del sindaco: «La prima tappa è stato il riconoscimento di città ricevuto dal presidente della Repubblica, ora ci aspetta un altro traguardo»
CASTELFIORENTINO. Non chiamatelo più paese, adesso Castelfiorentino è diventato città. Non è un semplice gioco di parole o un riconoscimento su carta bollata ma un documento che può aprire scenari interessanti non solo per il paese guidato dal sindaco Alessio Falorni (Pd) ma anche per la Valdelsa. Il riconoscimento, datato 15 luglio e firmato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, consentirà l'accesso ad importanti bandi di finanziamento e progettazione che superano i confini italiani fino ad arrivare in Europa. Uno step importante per un altro sogno, quello di diventare adesso città del teatro.
Un puzzle lungo e complesso sulla quale Castelfiorentino ha lavorato per molti mesi dallo scorso anno, quando in consiglio comunale maggioranza e minoranza hanno unito le braccia per aprire la strada a questo riconoscimento che nell'Empolese Valdelsa ha già Empoli e Vinci insigniti di tale riconoscimento. L'allora consigliera di minoranza Benedetta Bellini riuscì a riassumere in una mozione quanto di utile e costruttivo servisse per poter trovare una voce unanime per la presentazione di quei documenti necessari per farsi riconoscere il titolo di città. Lo scorso settembre così una delibera comunale avviò ufficialmente questa richiesta. Si tratta di un titolo prettamente onorifico e viene dato a determinate località per motivi di importanza storica, artistica, civica o demografica. Consiste nell'apposizione al di sopra del simbolo araldico del gonfalone di un'immagine raffigurante una corona di mattoni e torri di incastellamento.
«Si tratta di un passaggio di un percorso lungo ed articolato, del quale intanto possiamo apprezzare il primo step. Si aprono adesso in primis per Castelfiorentino ma anche per la Valdelsa interessanti scenari ed opportunità che fino ad adesso non erano realizzabili» spiega il sindaco Falorni. La possibilità di accedere a bandi e finanziamenti inaccessibili senza questo titolo erano solo un sogno. Adesso sono invece la ciliegina sulla torta. Una presentazione e un lasso di tempo relativamente breve dopo organi come la prefettura di Firenze hanno aiutato l'amministrazione comunale di Castelfiorentino nello stilare una presentazione che potesse focalizzare l'attenzione su quelle ricchezze primarie per far centro; la presenza di un presidio ospedaliero e di scuole superiori, il passaggio della via Francigena e il riconoscimento nel 2006 della medaglia d'argento al merito civile per l'impegno durante la Resistenza. Prefettura, poi Ministero dell'Interno ed infine al Colle. Con questo riconoscimento adesso che è stato ufficializzato si guarda già oltre: «Vogliamo diventare città del teatro e lo step fondamentale era prima di tutto essere chiamati città. In questo frangente il percorso è lungo e più complesso ma siamo fiduciosi e siamo al lavoro anche su questo aspetto», conclude Falorni.
D'altronde Castelfiorentino ha degli importanti ricordi legati al teatro come Stendhal che mise a confronto una serata passata in Valdelsa con quella alla Scala fino ad arrivare al 1865, anno della rinascita del Teatro del Popolo, vero cuore pulsante ed orgoglio per la comunità. Castelfiorentino è la terza località dell'Empolese Valdelsa a diventare Città. La prima fu Empoli che lo divenne grazie al Regio Decreto Legge del 23 ottobre 1927. Seguì Vinci, per motivi storici legati soprattutto a Leonardo, grazie a un decreto del Presidente Luigi Einaudi del 15 luglio 1954.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
