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Il socio Pessina ha chiesto il concordato, il progetto stadio dell'Empoli torna in alto mare

David Biuzzi
Il socio Pessina ha chiesto il concordato, il progetto stadio dell'Empoli torna in alto mare

Brusca frenata per il nuovo Castellani: è un’opera da 30 milioni e la società azzurra ora vuole sganciarsi, senza certezze sui tempi

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EMPOLI. Una frenata, brusca. Probabilmente un passo indietro. Il progetto stadio, insomma, rischia seriamente di tornare in alto mare.

Nell’attesa che il Comune nomini il professionista che valuti il project financing presentato dall’Empoli per rifare il trucco al Castellani, infatti, uno dei due soci potrebbe far saltare il banco. Si tratta, ovviamente, del partner scelto dalla società del presidente Fabrizio Corsi, la Pessina Costruzioni. Un colosso dell’edilizia, si è sempre detto, ma evidentemente coi piedi d’argilla. Tanto che poche settimana fa, esattamente il 24 luglio, il gruppo guidato dal presidente Massimo Pessina e dall’amministratore delegato Guido Stefanelli ha presentato richiesta di concordato in bianco, procedura concorsuale del diritto fallimentare cui può ricorrere un debitore in uno stato di crisi o insolvenza per tentare il risanamento con la continuazione dell'attività, l’eventuale cessione o liquidando il patrimonio per mettere il ricavato al servizio dei crediti, evitando così il fallimento.

Una crisi che sarebbe figlia del pessimo andamento degli ultimi 12 mesi, complicata anche da alcune situazioni delicate (in particolare, sembra, la costruzione del nuovo ospedale di La Spezia). Entro 120 giorni, quindi fine novembre, sono attese le linee guida del piano. Ma la sola richiesta ha fatto suonare l’allarme in casa Empoli. Ed anche bello forte. In ballo c’è un progetto di circa 30 milioni, che oltre a rifare tre delle quattro tribune del Castellani (resterebbe in piedi solo la Maratona), prevede un nuovo centro per l’atletica (a Santa Maria) e la strada che dalla statale 67 porti direttamente a Serravalle.

Un’opera gigantesca, insomma. Che la società azzurra non vuole affidare a un liquidatore fallimentare. Pericolo concreto visto che il partner che ha chiesto un concordato in bianco. Empoli e Pessina hanno siglato l’accordo nell’ottobre scorso e costituito, a novembre, la Rti (rete temporanea d’impresa, con la maggioranza in mano al sodalizio azzurro) che ha presentato il progetto in Comune. Connubio che ora, secondo il club, va sciolto. E, possibilmente, in fretta.

Le strade sono essenzialmente tre. Ovvero la risoluzione consensuale dell’accordo, l’esercizio da parte della società azzurra di una clausola di salvaguardia prevista nel contratto (che, però, potrebbe comportare l’avvio di un iter legale dai tempi incerti), o l’intervento diretto proprio del Comune. Che, cioè, potrebbe prendere in esame e bocciare il project financing che ha sul tavolo da mesi, magari proprio per le sopraggiunte difficoltà del gruppo Pessina Costruzioni. È, forse, la via più breve. Ma non è scontata.

E, comunque, anche se sarà quella imboccata i tempi si allungano. Molto. L’Empoli, che si è già messo in moto con l’ad Francesco Ghelfi per sopperire all’emergenza, dovrà trovarsi un nuovo socio. E, in sostanza, il progetto del Castellani torna in alto mare. L’unica certezza, ad oggi, è che l’Empoli lo stadio vuole farlo, non ha intenzione di desistere. Non è poco, ma non basta.
 

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