Il Tirreno

Empoli

i progetti della ditta turci 

Occasioni con le spezie Sessanta posti di lavoro nell’azienda che cresce

Nilo Di Modica

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san miniato. «San Miniato terra del tartufo... e perché non anche delle spezie?». Sta tutto qui l’ambizioso progetto imprenditoriale della famiglia Turci, storico marchio fiorentino del settore alimentare che da qualche mese sta mettendo radici nel comune di San Miniato, nella sede dell’ex pantalonificio Vires nella frazione di La Scala, con un allargamento dell’impresa che promette nuovi posti di lavoro e una speranza per tante piccole e grandi aziende agricole locali. «L’obbiettivo è creare almeno una sessantina di nuovi posti di lavoro, prevalentemente in agricoltura» spiega il responsabile delle relazioni esterne dell’azienda Andrea Sottani.

Nata con una piccola drogheria nel cuore di Firenze nel 1915, nel secondo ’900 l’azienda è diventata presto leader nel settore alimentare, nel quale recentemente si è reinventata grazie alla produzione e alla vendita di condimenti spray, salamoie e spezie confezionate fresche. «Abbiamo bisogno di aglio, origano, basilico, prezzemolo, salvia e tante altre spezie che sono il cuore della cucina mediterranea – racconta il giovane Ruben Turci, che insieme alla sorella Ambra rappresenta la quarta generazione della famiglia che da diversi anni ha una sede a Montopoli con 25 lavoratori, che il 21 settembre si sposteranno sulla Tosco-Romagnola – già da tempo i nostri spray, prodotti grazie a infusioni naturali ed estrazione di oli essenziali dalle spezie, sono in vendita in mezzo mondo, dal Giappone agli Stati Uniti. Ora è il momento di aggredire il mercato italiano».

Di qui l’investimento da 5 milioni di euro sul capannone da 7mila metri quadrati della ex Vires, con lavori che vanno avanti da primavera per allargare la produzione, sotto la guida di Stefano Turci, padre di Ruben e Ambra. «Abbiamo un fabbisogno di 8-9 tonnellate di spezie a settimana – continua Turci – e stiamo cercando terreni da coltivare e agricoltori disposti a collaborare con noi».

Ricerca che ha già dato i suoi frutti proprio di fronte all’azienda, sull’altro lato della provinciale, dove sta prendendo piede uno campo di aromatiche. «È una produzione che consuma meno suolo, ossigena il terreno e ha un bassissimo consumo di acqua rispetto al granturco – spiega Turci – investiamo nella sostenibilità ambientale degli imballaggi, con abbandono totale delle plastiche non degradabili ed un risparmio da 18 tonnellate di plastica all’anno. Nella nostra nuova sede, poi, abbiamo bonificato il tetto e piazzeremo pannelli solari. Il fotovoltaico verrà installato nei campi per alimentare i pozzi. Calcolando due addetti per ogni ettaro, possiamo ragionevolmente pensare che nei prossimi anni la nostra presenza sul territorio porterà a circa 60 posti di lavoro».

L’azienda è già in cerca di figure anche per il settore commerciale. Informazioni all’indirizzo commerciale@otitalia.it. —

Nilo Di Modica

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