I primi 40 anni di Pellemoda con il progetto di crescere ancora
Cena a Vinci e visita al museo per festeggiare l’azienda empolese. Al via lavori al terzo stabilimento: porterà nuove assunzioni
EMPOLI. I suoi primi 40 anni Pellemoda li ha festeggiati prendendosi... Vinci. Tutto il borgo, inclusa la bellissima piazza Masi. Lo ha fatto, l’azienda empolese, con una cena per 500 persone (dipendenti, clienti, collaboratori, amici). Per tutti, oltre al cibo e agli spettacoli, anche la possibilità di visitare il Museo Leonardiano, aperto fino a sera per l’occasione. Tutto per celebrare una storia di successo, ma annunciando anche la volontà di crescere ancora. . La storia
L’avventura imprenditoriale nata in un garage proprio di Vinci, insomma, non è finita. Anzi. «Non avevo studiato, ma avevo determinazione, volontà e capacità per riuscire a concretizzare qualcosa di buono nella vita». Poco più che diciottenne Bruno Morelli si accorge che il mondo dell’abbigliamento può aprirgli nuove strade. Un lavoro duro, sul furgone già alle 7 del mattino. È l’inizio. Da operaio a rappresentante e poi piccolo imprenditore, finché nel 1979 Bruno Morelli dà avvio, nella città del Genio, a Pellemoda. Sono gli anni della nascita del prêt-à-porter italiano, del made in Italy. Uno stile che si è imposto grazie alla creatività degli stilisti, ma sostenuto e alimentato dalle capacità di aziende proprio come Pellemoda.
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I progetti
Forte dell’esperienza degli oltre 250 dipendenti distribuiti nelle due unità produttive di Empoli, dove stanno iniziando i lavori per la costruzione di un terzo polo, l’azienda è in grado di realizzare circa 200.000 capi l’anno in pelle e tessuto. I due stabilimenti, nella zona del Terrafino, occupano nell’insieme circa 10.000 metri quadrati. Ai quali si aggiungeranno altri 5.000 della nuova unità: il fondo è già stato acquistato, i lavori prenderanno il via tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Il progetto prevede che l’azienda, con la copertura del nuovo stabilimento con pannelli fotovoltaico, diventi autosufficiente per la produzione dell’energia. All’interno, invece, sta già iniziando il plastic free, mentre la collaborazione con l’associazione Porte Aperte di Vinci permette, oltre a aiutare persone con difficoltà, di riutilizzare il materiale di scarto. E, con la nuova apertura, arriveranno anche altre assunzioni.
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nuove generazioni
Entrati negli anni Novanta e alla guida dell’azienda, da ormai 10 anni i due figli di Bruno Morelli, Azzurra e Giampaolo, hanno ulteriormente ampliato le partnership con brand del lusso internazionali e approfondito la ricerca di tessuti speciali, spesso “animal friendly” ed ecosostenibili da affiancare alla produzione di collezioni in pelle. Pellemoda, infatti, destina circa il 5% del fatturato alla ricerca e alla formazione. In questa ottica rientra lo studio di progetti speciali per la Scuola Accademia Toscana del Lusso in collaborazione con Asev (Agenzia di formazione del territorio) e finanziati dalla Regione Toscana. L’archivio storico che raggruppa oltre 6.000 capi, testimonia i traguardi raggiunti anno dopo anno. Inoltre Pellemoda è impegnata nel protocollo Zdhc per eliminare gradualmente le sostanze chimiche pericolose utilizzate nei vari processi. Sempre attenti all’evoluzione dei mercati, Azzurra e Giampaolo stanno cogliendo nuove sfide: nel 2007 è stata creata Hostage, una realtà in forte crescita, impegnata nella ricerca di soluzioni di avanguardia per la confezione di capi in tessuto, soprattutto i capispalla. Inoltre, la più recente: la nascita nel 2016 di Ahirain, una nuova linea disegnata e realizzata da Pellemoda. Una startup partita con l’obiettivo di offrire al mercato dell’abbigliamento una proposta innovativa, che oggi è già una storia di successo. —
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