Gioco
Possono ripartire i lavori per il resort alla tenuta Fonti
La Corte d’Appello ha risolto il contratto e detto no al sequestro conservativo richiesta avanzata dalla Sama Global in contenzioso con la proprietà
CERTALDO. Svolta nella vicenda del cantiere per la rinascita dell'azienda agricola di Fonti, di proprietà del magnate asiatico Ching Chiat Kwong.
Dopo la diatriba fra la proprietà e la ditta appaltatrice, la Corte d'Appello di Firenze ha dichiarato risolto il contratto fra le due parti e respinto la richiesta della Sama Global, realtà che si era aggiudicato l'intervento, di procedere al sequestro conservativo del cantiere. Le chiavi di questo cantiere tornano nelle mani della proprietà che non si è fatta trovare impreparata. I lavori adesso potrebbero ripartire molto presto per terminare così uno degli investimenti più attesi in Valdelsa che porterà decine di posti di lavoro sul territorio.
Il cantiere prese avvio nel maggio del 2017 ma si fermò ad ottobre del 2018 per contenziosi fra la proprietà e la ditta che si era aggiudicata i lavori di restauro. Una partita che si era spostata così in tribunale e che riguarda uno degli investimenti più importanti in Italia per Ching Chiat Kwong, 56enne imprenditore impegnato nel mondo immobiliare, con hotel ed aree residenziali in tutto il mondo. Lui si è lasciato stregare dalle colline toscane, dalla cucina e da quel vino che da Certaldo è arrivato in Singapore con la targa Oxley Holdings, la sua azienda, ma impresso indelebilmente Fonti come provenienza. Lui che di Certaldo ha cominciato ad apprezzare il borgo alto che ha visitato, fino allo stupore sulla torre di Casa Boccaccio, dove quel panorama ha stregato più che mai la sua convinzione di credere in questa terra. Un volano di visibilità per un progetto che una volta completato, almeno nei numeri iniziali, interessava 185 ettari così rivitalizzati: 78 camere, 13 appartamenti, 4 ristoranti, un albergo 4 stelle superior, 10 chilometri di percorsi naturalistici, una cantina da 3600 metri quadrati, una spa, 3 piscine riscaldate, una stalla e maneggio per 16 cavalli, un pollaio, una piazzola per atterraggio di elicotteri e una produzione di vino Chianti ed olio extravergine di oliva. Numeri senza precedenti per una realtà come Certaldo.
Il costo d'acquisto della tenuta è stato di 7,5 milioni di euro, mentre le spese per il cantiere sono state ipotizzate in una cifra di 34 milioni di euro (che comprenderebbe anche la realizzazione ex novo di un hotel accanto alla villa patronale). La Corte d'Appello di Firenze che si è pronunciata in questi giorni ha messo così un tassello molto importante per Certaldo e lo stesso magnate di Singapore che anche recentemente è tornato in Italia, prima a Venezia e poi nel paese di Boccaccio, per seguire da vicino gli investimenti da lui avviati. Investimenti che potrebbero inoltre proseguire: in un incontro avvenuto nelle scorse settimane fra il sindaco Giacomo Cucini e lo stesso Kwong sono stati messi sul piatto idee e proposte, come la Villa di Canonica, immobile che da anni attende una riqualificazione. Una collaborazione quindi fra l’Oriente e la Valdelsa che potrebbe generare ulteriore impulso.
La Corte d'Appello ha anche stabilito che l'accertamento tecnico preventivo in corso servirà a far sapere alle due parti, la proprietà e la (ex) ditta appaltatrice, chi avrà da avere e chi avrà da dare alcune somme per chiudere definitivamente la diatriba. Inoltre l’Arpat è al lavoro sul cantiere per fare una analisi completa dei lavori svolti ed accertare eventualmente anomalie. —
Giacomo Bertelli
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