Sicurezza
Ora il Comune lancia la sfida ambientale «Vogliamo una città libera dalla plastica»
Approvata la delibera che mette al bando gli oggetti monouso, contributi e agevolazioni alle manifestazioni che aderiranno
EMPOLI. La sfida è lanciata. Ed è pure ambiziosa: «Vogliamo rendere Empoli la città più vivibile della Toscana». Lo dice l’assessore all’ambiente Massimo Marconcini, citando uno slogan della sindaca Brenda Barnini. E lo fa proprio mentre, insieme a lei, presenta uno dei passaggi chiave per arrivare al risultato. Cioè liberarsi dalla plastica.
Vuole farlo, il Comune, e ha già iniziato a farlo. Con una delibera che la Giunta ha approvato giovedì sera. E che produrrà effetti immediati. «Empoli ora è fra gli Enti che si impegna a ridurre l’impiego di oggetti di plastica monouso – spiega Barnini – una direttiva europea ne vieterà la vendita dal 2021, noi c’impegnano a mettere al bando da subito piatti, bicchieri e posate perché riteniamo importante che cresca la consapevolezza e la coscienza civica di tutti. Anche la Regione Toscana va in questa direzione. Noi, come Comune, non possiamo legiferare, vietare, ma possiamo dare più o meno sostegno alle iniziative. E questo faremo».
Insomma tocca a feste, sagre e compagnia bella. E l’equazione è semplice: meno plastica usi, possibilmente zero, più vantaggi avrai. Vantaggi solidi, tipo il patrocinio ma anche contributi o agevolazioni economiche. «Il lavoro – racconta Marconcini – lo aveva già avviato chi mi ha preceduto all’assessorato all’ambiente, cioè Barsottini. Con questa delibera recipiamo le nuove norme europee e regionali. La filosofia non è quella di obbligare, ma premiare gli atteggiamenti virtuosi. E il primo obiettivo è il Beat Festival. Ovvero che il prossimo, l’edizione 2019, sia già plastic free».
Obiettivo ambizioso, seppur raggiungibile, visto che si tratta della madre di tutti gli appuntamenti empolesi. Che per 5 giorni (il 30 e 31 agosto, poi l’1’, il 5 e il 6 settembre prossimi) accenderà il parco di Serravalle tra musica e street food richiamando decine di migliaia di giovani, giovanissimi e anche meno giovani. Ovvero i momenti dove è più facile mangiare e bere con posate e bicchieri rigorosamente di plastica. «Ma la nostra storia ci aiuterà – assicura la sindaca – perché Empoli è stata fra le prime città a raccogliere la carta, fra le prime ad adottare la differenziata. Il tessuto sociale è sensibile. E poi l'eco-sostenibilità è parte integrante di manifestazione come il Beat».
E il progetto punta proprio a sensibilizzare ancora di più le associazioni organizzatrici di eventi e sagre, ed in generale i cittadini, a rinunciare all’utilizzo di plastica monouso, ridurre il consumo degli imballaggi in plastica, non disperdere nell’ambiente i rifiuti e, allo stesso tempo, usare per la somministrazione di cibi e bevande piatti, bicchieri e posate in cellulosa, in pasta di cellulosa o in legno per meglio agevolarne l’avvio al recupero una volta raccolti come rifiuti.
Intanto il Comune si prepara a dare il buon esempio. In municipio i bicchieri di carta, o le tazze per i dipendenti, sostituiranno quelli di plastica, mentre per il prossimo anno scolastico c’è l’idea di utilizzare le borracce per gli alunni. Sarà un cammino per gradi, cioè, ma Empoli ha fretta. Fretta di liberarsi dalla plastica una volta per tutte. —
D.B.
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