Italia
Nuovi criteri nel bando dei contributi per gli affitti
L’Unione dei Comuni ritocca al rialzo i limiti Ise e ne introduce uno patrimoniale. L’anno scorso furono presentate più di 1.500 domande e accolte oltre 1.250
EMPOLI. In attesa della pubblicazione del bando, che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni, intanto l'Unione dei Comuni ha approvato i criteri per l'assegnazione dei contributi per l'affitto.
Con due novità rispetto all'anno scorso: un leggero ritocco al rialzo dei limiti Ise per l'inserimento nelle due fasce di assegnazione e l'introduzione di un limite patrimoniale sia per i beni immobili che per quelli mobili. Confermati, invece, i requisiti di residenza per i cittadini stranieri e gli importi minimi e massimi finanziati ad ogni richiedente ammesso. Il contributo ad integrazione dei canoni di locazione è uno strumento messo in campo dall'Unione per andare incontro alle necessità di moltissime famiglie, abbattendo l'incidenza dell'affitto sulla situazione economica del nucleo.
Lo scorso anno furono oltre 1.400 le domande presentate agli undici comuni e di queste ben 1.253 sono state ammesse e finanziate con un importo che va dai 200 ai 3.100 euro, a seconda delle condizioni dichiarate. Come detto, ancora il bando non è stato pubblicato e non è stata fissata la scadenza per la presentazione delle domande - che comunque dovrà essere effettuata all'Urp del proprio Comune di residenza o presso la sede dell'Unione dei Comuni, in piazza della Vittoria, ad Empoli – ma intanto l'ente ha approvato i nuovi requisiti per il 2019. Per poter accedere al contributo si dovrà avere residenza in uno degli undici Comuni, non essere assegnatari di un alloggio popolare e avere un valore Ise (Indicatore della situazione economica, che emerge dalla certificazione Isee) non superiore a 28.684,36 euro.
Si tratta di una cifra superiore, seppure di poco, a quella fissata lo scorso anno. Per essere ammessi è necessario avere un contratto di affitto per abitazione principale regolarmente registrato o depositato per la registrazione ed in regola con le registrazioni annuali in caso di contratto di libero mercato o in regime di cedolare secca. I partecipanti saranno suddivisi in due fasce in base all'indicatore della situazione economica. Nella fascia A rientreranno coloro che hanno un Ise uguale o inferiore a 13.338,26 euro (con un ritocco al rialzo, anche in questo caso, rispetto al passato) e un incidenza del canone sull'indicatore non inferiore al 14%. Mentre nella fascia B saranno collocati coloro che hanno un Ise compreso tra 13.338,26 e 28.684,36 euro e un'incidenza del canone sull'indicatore non inferiore al 24%. In ogni caso il valore Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non deve superare i 16.500 euro.
Tra le novità introdotte quest'anno c'è la soglia patrimoniale del nucleo familiare. Per essere ammessi, infatti, non si potrà avere un patrimonio immobiliare di valore superiore a 25mila euro. A meno che l'immobile non sia a disposizione del coniuge legalmente separato o divorziato, sia comprovata la non disponibilità dell'abitazione, l'alloggio sia stato dichiarato inagibile o sia sottoposto a procedura di pignoramento. Inoltre, è stato fissato un limite di 40mila euro di patrimonio complessivo, comprende sia quello immobiliare, sia quello mobiliare. La graduatoria, prima provvisoria e successivamente definitiva, darà priorità ai partecipanti collocati nella fascia A e poi a quelli inseriti in fascia B. A parità di valori sarà considerato l'ordine di presentazione della domanda. Una volta formata la graduatoria definitiva, i beneficiari dovranno presentare copia delle ricevute di affitto corredate da marca da bollo entro il 15 marzo 2020.
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