Il Tirreno

Empoli

I dati 

Come cambia la popolazione dell’Empolese-Valdelsa

Marco Pagli
I nuovi empolesi festeggiato il 2 giugno: hanno ricevuto la cittadinanza nell'ultimo anno solare
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I nuovi empolesi festeggiato il 2 giugno: hanno ricevuto la cittadinanza nell'ultimo anno solare

La radiografia della situazione negli 11 Comuni in base alla rivelazioni Istat Alla fine il saldo riesce a malapena a compensare la decrescita demografica

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EMPOLI. Arrivano molte persone da altri Comuni, oltre tre volte quelle che approdano dall'estero. Se ne vanno in molte, in parte fuori dall'Italia. E alla fine il saldo riesce a malapena a compensare la netta disparità tra nuovi nati e deceduti.

Questa è in pillole la fotografia della popolazione dell’'Empolese Valdelsa che emerge dai dati di Infodata sulla base delle elaborazioni Istat. L'indagine tiene conto dei flussi migratori, da o verso altri Comuni italiani come da o verso altre nazioni. Insomma, una visuale a tutto tondo su come cambiano dinamicamente i territori del circondario. Quello che viene fuori è appunto un quadro di debole crescita demografica con forti oscillazioni tra arrivi e partenze e alcune particolarità. Sì, perché a guardare i numeri gli 11 Comuni sono attrattivi. Ma è anche vero che sono moltissimi coloro che decidono di andarsene. E questo vale non solo per i municipi più piccoli, ma anche per quelli più grandi, come Empoli ad esempio, dove effettivamente i numeri raccontano di una maggiore possibilità di trovare impiego rispetto ad altre aree. Se si va a vedere, poi, la composizione delle partenze scopriamo che la grande maggioranza di esse sono fuori Comune. Residenti che magari si spostano di pochi chilometri per avvicinarsi al lavoro o agli affetti, oppure per riuscire a risparmiare su affitto o mutuo.

In tutto si tratta di quasi 4.650 persone. Ma non va dimenticato chi decide di abbandonare il proprio Paese per lidi molto più lontani. Che siano o meno cervelli in fuga, nel 2017 - ma il dato è costante anche se si vanno a vedere gli ultimi 5 anni - ce ne sono stati oltre 430: per ogni partenza vicina, ce n'è una a lungo raggio. Altra nota è che il grosso di questi sono giovani, spesso giovanissimi. Sul fronte opposto, quello cioè degli ingressi, nell'ultimo anno di rilevazione sono arrivate nel circondario quasi 6.300 persone. Di queste, però, solo una su tre dall'estero. Il resto dall'Italia: 4.855 contro 1.410 stranieri.

Si tratta di ingressi che a malapena riescono a colmare i vuoti aperti da una decrescita demografica sempre più preoccupante. Rimanendo ai dati del 2017, i nuovi nati sono stati 1.244 e i decessi 2.013, con un saldo negativo di quasi 800 residenti. Il problema, insomma, sembra essere più quello di una mancanza che di un eccesso di presenze. E il rischio - rimanendo sui numeri - è l'abbandono piuttosto che l'invasione dall'esterno.

Come detto, il trend accomuna praticamente tutti i territori. Ma sul fronte di arrivi e partenze “interne”, ci sono Comuni nei quali i primi sono più dei secondi. È il caso, ad esempio, di Capraia e Limite (+56), Empoli (177), Montelupo (20), Montespertoli (21) e Vinci (95). Ma ci sono anche quelli dove la proporzione è ribaltata: Cerreto (-6), Castelfiorentino (-44), Certaldo (-25), Fucecchio (-64) e Montaione (-22). Per i flussi “esteri”, invece, quelli in entrata sono ovunque più alti che quelli in uscita. Seppure, anche in questo caso, con valori diversi. E così accade che a Capraia e Limite il saldo sia di appena 11i unità, a Cerreto di 96. A Gambassi, Montaione e Montelupo di una trentina e a Montespertoli di nemmeno 20. Mentre a Vinci, Fucecchio ed Empoli coloro che arrivano sono nettamente superiori a quelli che se ne vanno fuori dall'Italia.

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di Redazione web