Gioco
Un fiume di persone per la villa dell’Ambrogiana di Montelupo che fu Opg
Straordinario successo della prima giornata di apertura libera promossa dal Fai, il maltempo non ha fermato la voglia di conoscere “gioielli” e segreti dell’ex ospedale psichiatrico giudiziario
MONTELUPO. La pioggia non ha fermato la voglia di conoscere un luogo del territorio tanto prezioso quanto nascosto agli occhi. È un fiume di persone infatti quello che domenica 19 maggio ha “inondato” la villa medicea dell’Ambrogiana a Montelupo Fiorentino, per la prima giornata in assoluto di apertura libera, promossa dal Fai, del complesso architettonico che fino a due anni fa era un ospedale psichiatrico giudiziario.
Un’occasione eccezionale dunque, per visitare un gioiello dell'architettura rinascimentale ma anche un luogo che dal 1886 (quando divenne Opg) porta traccia di un pezzo di storia più recente e dolorosa, legata a quei luoghi che fino al 1975 erano noti come manicomi criminali.
Non è in realtà la prima volta che la villa, di proprietà statale, apre le sue porte. Dopo la dismissione dell’ospedale psichiatrico nel 2017, il demanio ha stipulato con il Comune di Montelupo Fiorentino una concessione temporanea, in vigore da gennaio a giugno 2019. Ed è così che già da marzo sono state organizzate visite, su prenotazione, grazie alla collaborazione con la Pro Loco di Montelupo. Le lista d’attesa, però, sono lunghe, anche perché la curiosità di scoprire che cosa si celi dentro a quel complesso così vicino al centro del paese ma nascosto da un muro e finora inaccessibile, è tanta. Perciò quella di domenica era un’occasione da non perdere, come hanno confermato le circa mille persone che, nonostante la pioggia, hanno visitato la villa. «Siamo stupiti dell’affluenza – racconta Lucia Mannini, capo delegazione del Fai di Firenze – perché ci aspettavamo che il maltempo avrebbe scoraggiato un po’ i visitatori. Ma siamo felici di vedere che ci sia interesse verso questo luogo. Ci piacerebbe che questa giornata si trasformi in un’opportunità di sensibilizzazione per il futuro».
L’apertura straordinaria – promossa dalla presidenza regionale toscana – è stata possibile grazie ad una sinergia tra Comune, Fai, Pro Loco e non solo. A fare da guida ai visitatori, oltre ai volontari del Fai giovani Firenze e quelli della Pro Loco, anche i ragazzi dell'istituto tecnico “Carlo Cattaneo” di San Miniato, coordinati dal professor Marco Tremori, oltre ai volontari dell’Auser. Anche i dipendenti comunali erano impegnati per l’evento, per un totale di oltre 80 persone coinvolte per accogliere i visitatori. Che sono rimasti estasiati dai tesori della villa – tra cui un corridoio di collegamento esterno alla stregua di quello vasariano – ma anche toccati dai luoghi un tempo abitati dai detenuti del manicomio criminale (tra cui, a fine ’800, anche gli anarchici Giovanni Passannante e Pietro Acciarito, accusati di tentato regicidio): le celle, i cortili recintati per l’ora d’aria, gli angusti corridoi. «È stata una giornata fantastica – commenta sindaco di Montelupo Fiorentino, Paolo Masetti – le visite guidate già da marzo hanno consentito a moltissimi cittadini di riappropriarsi della vista di questa villa, ma quello di oggi è stato un vero evento».
Il futuro del complesso non è ancora certo, ma il primo cittadino fa sapere: «Stiamo lavorando già da tempo per valorizzarla». Nelle intenzioni del Comune c'è intanto quella di rinnovare la concessione demaniale in scadenza a giugno.
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