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Empolese morto in cella a 24 anni, il governatore Rossi: «Basta fornelletti a gas»
Lo ha scritto in una lettera aperta al ministro Bonafede: «La Regione è pronta a contribuire alle spese necessarie»
EMPOLI. Dolore, rabbia, sconcerto. La tragica scomparsa di Fabrizio Laperotine, il giovane empolese di 24 anni morto in cella a Sollicciano per aver inalato gas da una bomboletto di un piccolo fornelletto da campeggio, ha scosso Empoli, dove era molto conosciuto, e non solo.
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Il governatore della Toscana Enrico Rossi, infatti, ha scritto una lettera aperta al ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Alcuni giorni fa, un detenuto 24enne è deceduto in seguito all'inalazione del gas contenuto nelle bombole che alimentano i fornelli da campeggio usati nelle celle dai detenuti. È solo l'ultimo episodio, con esito tragico, di un uso distorto di questo gas – si legge – che diventa strumento per togliersi la vita o surrogato di sostanza stupefacente. Da tempo il Garante dei diritti dei detenuti nelle carceri della Toscana chiede la sostituzione di tali fornelli con piastre elettriche. Una proposta che faccio mia e che le sottopongo».
E che lo stesso garante Franco Corleone, aveva già indicato come possibile soluzione al nostro giornale. «Questa sostituzione – sottolinea ancora Rossi – già realizzata in altre carceri, implicherebbe anche adeguamenti delle strutture penitenziarie, attraverso la dotazione delle celle di prese di corrente. La Regione Toscana è disponibile a contribuire alle spese necessarie per tali adeguamenti nell'edilizia penitenziaria presente nel territorio regionale. Sono convinto che si tratterebbe di una decisione di buon senso».
Rossi aggiunge inoltre che «nelle carceri italiane resta eccessivo il numero di persone detenute per fatti di lieve entità legati a detenzione e spaccio di stupefacenti. Sono convinto che per casi simili la detenzione in carcere non assolva al compito che la Costituzione le affida, ovvero la rieducazione del condannato, e aggravi la già pesante condizione di sovraffollamento. Per questo, è opportuno procedere finalmente ad una seria modifica della legislazione in materia e prevedere il rafforzamento di misure e strumenti terapeutici».
Laperotine, che aveva collezionato già diversi precedenti ma senza aver mai commesso reati gravi o violenti, era in carcere dopo aver subito una condanna in primo grado per furto ed era in attesa della sentenza di appello. A Empoli la sua attività di ladro di biciclette, soprattutto alla stazione ferroviaria, era nota praticamente a tutti, a partire dalle forze dell’ordine. L’allarme era stato lanciato dal suo compagno di cella, ma all’arrivo dei primi soccorsi per lui non c’era già più niente da fare.
Il pubblico ministero di turno, Leopoldo De Gregorio, ha aperto un fascicolo sul caso e ha disposto l’autopsia sul corpo del giovane. Al momento, dunque, non è stato ancora possibile fissare la data dell’ultimo saluto. Nel frattempo, come spesso accade, molti amici hanno avuto un pensiero per lui sulla sua pagina Facebook, lasciando tanti cuori, tante lacrime e alcuni significativi ricordi. «Era un ragazzo – scrive un ex compagna di scuola – e vedetelo come tale. Lo Stato dovrebbe fare qualcosa, la dipendenza è una piaga. Non si può, non si deve lasciare nessuno morire così».
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