Toscana
Inchiesta sul vino fasullo: assolto un indagato e sei rinvii a giudizio
Prodotto comune spacciato per Sassicaia, Brunello e Chianti. Il processo inizierà a dicembre
EMPOLI. Si è conclusa con una condanna, un’assoluzione e sei rinvii a giudizio l’udienza preliminare davanti al giudice Frangini di Firenze che doveva decidere la sorte di otto imputati nell’inchiesta sul vino adulterato, che nel dicembre 2016 portò all’arresto di tre persone, indagate insieme a molte altre con l’accusa di aver taroccato un comune vino da tavola spacciandolo per noti marchi come Sassicaia, Chianti e Brunello. Il principale imputato è l’empolese Franco Alfani, 60 anni, originario di Certaldo e già proprietario di un’azienda agricola, che è stato rinviato a giudizio insieme ad Alberto Nicodemo, sessantenne di Nocera Superiore, Massimo Cesarano, 32 anni, di Scafati, Antonio Bruzzese, 30 anni, di Eboli, Pasquale Cioffoletti, 58 anni, di Battipaglia, e Antonella Borchi, 60 anni, di Cerreto Guidi.
Armando Buonocore, 64 anni, di Maiori (Salerno), che nel dicembre 2016 era finito agli arresti domiciliari insieme ad Alfani e Nicodemo, è stato invece condannato a un anno e sei mesi di reclusione, ottenendo la sospensione condizionale della pena al termine del processo con rito abbreviato. Assoluzione piena per Antonio Giglioli, 59 anni, residente a Viareggio ma domiciliato a Certaldo e difeso dall’avvocato Umberto Schiavotti. Le indagini hanno dimostrato che era finito nell’inchiesta per sbaglio. In particolare per un paio di telefonate nelle quali Alfani gli chiedeva se aveva del vino per tagliare altro vino (pratica consentita entro certi limiti). Nel corso di una perquisizione gli vennero sequestrate delle fascette che una enologa consulente del giudice ha ritenuto fossero false, ma poi l’avvocato difensore ha prodotto le fatture per l’acquisto del vino in Veneto e i carabinieri del Nas hanno accertato che era tutto a posto. Dunque Giglioli è stato scagionato, anche se l’azienda gestita dai genitori ha dovuto sopportare un danno economico non indifferente.
Era già uscito dal procedimento, con una sentenza di non luogo a procedere, un altro indagato, Ciro Mariotti, sessantenne di Anzio. Per gli altri sei il processo davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Firenze inizierà a dicembre. Tra le parti lese figurano il Consorzio del Brunello di Montalcino, la casa vinicola Folonari e un big come Marchesi Antinori.
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