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Curare le varici con la “colla": nuova tecnica al San Giuseppe

Curare le varici con la “colla": nuova tecnica al San Giuseppe

Nelle ultime settimane sono stati selezionati casi da parte dall’équipe di chirurgia vascolare che opera nella Casa di cura Leonardo a Sovigliana

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EMPOLI. Negli Stati Uniti viene definita “la chirurgia della pausa pranzo” la metodica che il team dei chirurghi vascolari dell’ospedale di Empoli diretto dal dottor Enrico Barbanti, pratica per curare le varici degli arti inferiori. Recente e ancor meno invasivo rispetto al laser o alla termoablazione con RadioFrequenza, con il nuovo trattamento, l’obliterazione della safena interna avviene mediante colla di cianoacrilato. 
 
«Con questo innovativo sistema –spiega il dottor Barbanti– non sono previste incisioni chirurgiche in quanto viene praticato un accesso percutaneo (puntura con un ago del diametro inferiore a 2 mm) in anestesia locale e trattata la vena safena incontinente con possibilità di immediata ripresa delle normali attività e con risultati sovrapponibili a quelli delle metodiche maggiormente invasive». 
 
La nuova metodica, in aggiunta alle metodiche chirurgiche mininvasive ed endovasali, è utilizzata da alcune settimane, in casi selezionati dall’équipe di chirurgia vascolare dell’ospedale San Giuseppe presso la casa di Cura Leonardo a Sovigliana grazie ad un accordo di collaborazione (Service) con il dipartimento chirurgico della Ausl Toscana Centro diretto dal dottor Stefano Michelagnoli per la riduzione delle liste di attesa. 
 
«Grazie all’introduzione di trattamenti chirurgici sempre meno invasivi, che permetteranno di gestire in un futuro prossimo la maggior parte patologia varicosa in un setting di chirurgia ambulatoriale complessa come richiesto dalle direttive Regionali, negli ultimi due anni – sottolinea il dottor Barbanti– sono stati sottoposti a trattamento presso la Casa di Cura Leonardo oltre 600 pazienti, contribuendo a ridurre le liste di attesa dagli oltre due anni a meno di un anno e consentendo di destinare gli spazi operatori nei Presidi Ospedalieri a interventi di chirurgia arteriosa maggiore». Nella Casa di cura Leonardo operano anche i chirurghi vascolari di Firenze e Pistoia, oltre a quelli di Empoli. 
 
Cosa sono le varici degli arti inferiori. Si definiscono varici dilatazioni sacculari delle vene che spesso assumono andamento tortuoso. Nel mondo occidentale sono presenti in forma clinicamente manifesta nel 10% dei maschi adulti e nel 20-33% delle donne, i dati relativi all’Italia parlano però di almeno il 25% degli uomini e 40% delle donne colpiti da tale patologia solo in apparenza benigna, infatti se è vero che i sintomi classici e più frequenti sono dati dalla sensazione di pesantezza delle gambe, dai crampi notturni, dal formicolio, dal bruciore e dal gonfiore (edema) degli arti, presenti soprattutto in estate, con il passare del tempo in assenza di trattamento possono comparire eczemi, ipodermiti, discromie (macchie scure) fino ad arrivare alle ulcerazioni, si calcola infatti che il 70% circa delle lesioni cutanee sia di origine venosa e di queste il 50% di origine varicosa. 
Un’altra complicanza sono le varicoflebiti, caratterizzate clinicamente dalla comparsa di arrossamento dolente ed aumento della temperatura lungo il decorso di una vena o varice superficiale, se il processo trombotico rimane confinato al circolo venoso superficiale il decorso è in genere benigno anche se sono possibili recidive. 

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