Sicurezza
Case costruite coi soldi pubblici in degrado e con inquilini abusivi
La Regione Toscana con un decreto ha chiesto ufficialmente la restituzione del suo contributo in questa operazione pari a un milione e duecentomila euro
CERTALDO. Settanta appartamenti, costruiti con soldi pubblici, divisi fra il degrado e gli abusivi. Adesso oltre alla curatela fallimentare, alla ricerca di somme di denaro per pagare i debiti, la Regione Toscana con un decreto ha chiesto ufficialmente la restituzione del suo contributo in questa operazione pari a un milione e duecentomila euro. È il quadro che sta interessando una zona condominiale che si suddivide su due vie XXVI Luglio e via Leonardo da Vinci a Certaldo, dove nell’ottobre 2010 vennero inaugurati tali appartamenti realizzati dalla cooperative La Valle e Mare. All’interno di questi edifici vi sono 44 alloggi vincolati dal Comune di Certaldo con una convenzione per un affitto a canone sostenibile per almeno 20 anni. E con un affitto da corrispondere pari a circa 300 euro. Adesso però dopo anni di riunione, proteste degli inquilini, passaggi di chiavi poco chiari e numerosi distacchi delle utenze, anche la Regione Toscana si è mossa, in quanto il contributo versato per un determinato scopo è in buona parte fallito. . Un decreto, normale procedura in questi casi, punta a far rientrare la somma ma, considerata l’attuale situazione debitoria, pare improbabile. Dopo il taglio del nastro questi condomini rappresentarono un’eccellenza per il territorio della Valdelsa; inseriti in un contesto urbano a due passi dal centro, con tanto di giardino e fondi dove hanno trovato spazio nel corso degli anni associazioni.
Con il trascorrere degli anni sono emerse grosse criticità e le due cooperative sono fallite e molti appartamenti sono rimasti vuoti, anche quelli a canone agevolato. E il degrado ha iniziato ad avanzare. Le utenze centralizzate con impianti unici per i servizi, dall’acqua alla luce, passando per il gas, hanno di fatto aperto i problemi di convivenza all’interno dello stabile e più volte sono state staccate, creando gravi problemi. In molti hanno cominciato a non pagare, mettendo in difficoltà chi invece era in regola con le bollette. Gli ascensori per lo più non funzionano e le infiltrazioni di acqua si vedono dappertutto fino ai magazzini.
Secondo alcune stime gli appartamenti, fra proprietari ed affittuari, sarebbero per la metà abitati e l’altra parte vuoti. Con l’incognita però degli abusivi. «La procedura non ha fondi in cassa e purtroppo non può pagare gli oneri condominiali per conto degli inquilini morosi e di conseguenza piccole e grosse manutenzioni non possono essere effettuate, compreso anche lo spurgo» spiega il curatore fallimentare Pierluigi Giambene. L’unica strada percorribile è la vendita ma i tentativi non sono stati fruttuosi:«Ci siamo attivati con la Regione Toscana, richiedendo la possibilità di poter procedere con la vendita degli immobili in lotti singoli e non in blocco come previsto dalla convenzione». Sono stati effettuati 2 tentativi di asta, il 31 novembre 2018 e il 16 gennaio di quest’anno, entrambi andati deserti. Adesso però c’è un altro aspetto che preoccupa: «È l’occupazione abusiva da parte di soggetti terzi. Questi soggetti hanno occupato alcuni appartamenti senza nessuna autorizzazione da parte della procedura di liquidazione, inoltre non pagano alcuna indennità di occupazione. ertanto ci stiamo attivando per procedere con gli sfratti di tutti gli inquilini morosi e di tutti quelli che occupano senza alcun titolo gli immobili».
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