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Ragazza aggredita nel parco: proposto risarcimento a rate

Paolo Nencioni
Ragazza aggredita nel parco: proposto risarcimento a rate

Slitta il processo di appello al giovane accusato di rapina e tentato omicidio. Entro il 20 giugno sarà fatta un’offerta. La parte civile: «Per ora solo spiccioli»

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MONTELUPO. Alessio Martini pagherà in carcere il suo debito con la giustizia, ma intanto vorrebbe pagare a rate i danni alla ragazza che in una notte di ottobre del 2017 ha picchiato fin quasi a ucciderla, per rubarle il telefono cellulare. Per questo il processo d’appello che giovedì mattina doveva tenersi a Firenze è slittato al 20 giugno: nel frattempo si cercherà di trovare un accordo economico tra la difesa e la parte civile.

Alessio Martini è il ventiduenne che il 22 febbraio dell’anno scorso è stato arrestato dalla polizia a Montelupo con le accuse di rapina e tentato omicidio. Quattro mesi prima, il 14 ottobre, aveva brutalmente aggredito una ragazza di Fucecchio, all’epoca minorenne, nel parco dell’Ambrogiana a Montelupo dopo essersi fatto di cocaina e di alcol, per rivendere il telefono cellulare della giovane e comprare altra cocaina. Quel telefono alla fine lo lasciò nel parco e fu lui a farlo ritrovare alla polizia quando andarono a bussare alla porta della casa dove vive con la madre.

È reo confesso, Alessio, e al processo di primo grado è stato condannato a dieci anni di reclusione e 20.000 euro di risarcimento provvisionale nei confronti della ragazza di Fucecchio. Da oltre un anno è in carcere, prima a Sollicciano e poi a Solliccianino, la “succursale” a custodia attenuata per i detenuti ammessi ai percorsi di recupero. Il direttore del carcere lo ha messo a fare lavori di giardinaggio e gli dà cento euro al mese. Con quelli Alessio vorrebbe cominciare a pagare il suo debito (economico) con la ragazza a cui ha cambiato la vita. È probabile che l’offerta non basti alla parte civile, rappresentata dall’avvocato Gabrio Bagnoli di Fucecchio. «Qualche giorno fa ci hanno mandato un assegno di 500 euro, che è come dire niente - commenta il legale al ritorno dall’udienza di Firenze - La mia assistita ancora non dorme, non riesce a masticare bene, è in cura da uno psichiatra, e dunque sta sostenendo spese non indifferenti». Insomma, l’offerta risarcitoria che verrà presentata potrebbe non bastare, ma all’avvocato difensore di Alessio Martini, Manuela Montagni, che assiste il giovane insieme al collega Andrea Gallori, interessa soprattutto dimostrare ai giudici che il ragazzo è animato dalla buona volontà. «Puntiamo a coprire quei 20.000 euro (che in realtà sono solo una parte del risarcimento, ancora da decidere, ndr) - spiega l’avvocato Montagni - La famiglia di Alessio non è benestante e non può fare molto di più. L’importante è che lui si responsabilizzi. Ha poco più di vent’anni, vuole ricominciare a vivere».

Potrà farlo, sì, ma non tanto presto, perché la sua posizione processuale è molto pesante, tanto che non si parla nemmeno di attenuanti generiche. E il rischio, per lui, è che in appello la pena aumenti anziché diminuire.

Lo si saprà a giugno, quando il procuratore generale e il presidente della Corte d’appello prenderanno atto dell’offerta risarcitoria e decideranno che peso darle ai fini della quantificazione della pena. Nel frattempo Alessio e la ragazza non si sono mai parlati. Anche ieri mattina erano entrambi presenti in aula, ma i loro sguardi non si sono mai incrociati. Parlare di perdono è molto prematuro. 

 

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