Gioco
Crescono i risparmi delle famiglie. In quattro anni accantonati 800 milioni
Empoli, il “tesoro” dei contribuenti dell’Empolese Valdelsa resta alle banche ma le risorse non aiutano a rilanciare l’economia
EMPOLI. Nel circondario è nascosto un caveau da quasi tre milliardi di euro. A tanto ammonta il tesoro in mano alle famiglie dei contribuenti dell'Empolese Valdelsa. Un tesoro che in quattro anni è cresciuto di oltre un terzo, nel medesimo periodo in cui i redditi medi nel circondario assistevano ad una ripresa dieci volte più lenta. Questo è ciò che emerge dal confronto tra i dati forniti dalla Banca d'Italia sui depositi delle famiglie residenti negli undici comuni e quelli relativi alle dichiarazioni dei redditi che sono consultabili sul portale del Dipartimento delle finanze. Una disparità che conferma la propensione al risparmio degli italiani e, nella fattispecie, degli abitanti del territorio. Ma che, allo stesso tempo, dice molto sulla iniquità nella distribuzione della ricchezza. Gli ultimi numeri forniti dalla banca centrale nazionale risalgono alla fine del 2016 e sono stati confrontati con quelli relativi a quattro anni prima. Ciò che viene fuori è l'incremento esponenziale dei depositi, che sfiora in media il 37% passando dai poco più di 2 miliardi messi insieme a fine 2012 ai quasi 2,9 miliardi raccolti dalle famiglie del territorio al 31 dicembre 2016.
Un'enormità, che non corrisponde con il leggero rialzo – anche se assomiglia più ad una stagnazione – dei redditi medi negli undici comuni. In questo caso, infatti, siamo passati da un imponibile che in media si attesta a 19.197 euro annui ad uno di 19.908 euro. Lo scostamento percentuale si ferma al 3,7%. Il messaggio che sta sullo sfondo di un quadro di questo tipo è tutt'altro che incoraggiante e riguarda le prospettive delle famiglie, la loro fiducia nei confronti del futuro. Fiducia che sembra essere sempre più ridotta al lumicino se, a fronte di una timidissima ripresa dei redditi, il primo pensiero dei contribuenti è quello di accantonare quanta più ricchezza possibile all'interno degli istituti di credito della zona.
I poco meno di tre miliardi accantonati dicono molto di questa propensione e della contrazione della capacità di spesa. Insomma, se la scelta è tra viversi meglio un pezzo di estate o accumulare risorse per l'inverno, l'indicazione che arriva nell'Empolese è più che chiara e propende per la seconda opzione. Con tutte le conseguenze del caso sia a livello di ripresa della domanda, sia di rilancio dell'economia, con particolare interesse a quella locale. Un tesoretto da oltre 800 milioni in più affidato alle casse delle banche in soli quattro anni la dice lunga sulla situazione del risparmio nel circondario. E nessun comune, seppure esistano delle variazioni, è esente da questo trend.
Il top score tra gli undici territori dell'Unione è quello di Empoli, ma abbondantemente sopra la media troviamo anche Castelfiorentino. Nel comune capofila, infatti, la crescita dei depositi è stata del 50%, passando da 787 milioni di euro a quasi 1,2 miliardi di euro. A Castelfiorentino la percentuale è di poco inferiore (+45%) e in termini assoluti si è avuta una crescita dai 238 milioni di euro del 2012 ai 346 milioni del 2016. Poco sotto la media di crescita registrata a livello di circondario troviamo Certaldo (+35,4%), Fucecchio (+33,7%) e Montespertoli (+31,2%). Nel primo il tesoretto accumulato in quattro anni supera i 70 milioni di euro, nel secondo addirittura è di oltre 80 milioni, mentre nel terzo di trenta milioni di euro. Evidenze importanti arrivano anche da Cerreto (+25%) e Montelupo (+22,5%), dove nel complesso sono stati accantonati sessanta milioni di euro in più. Mentre a Vinci venti milioni con un balzo del 10,5%.
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