Il dolore
Aggressione a due migranti, sotto processo il presidente di Multicons
E' accusato di avere colpito nel suo ufficio i due addetti del centro con un manico di scopa
FIRENZE. Si è aperto a Firenze il processo a carico del presidente di Multicons Stefano Mugnaini. L'accusa è quella di aver aggredito due migranti nel suo ufficio di Castelfiorentino il 12 febbraio del 2016. Con lui sul banco degli imputati sono finiti anche due addetti del centro.
Secondo le indagini, coordinate dal pm della procura fiorentina Leopoldo De Gregorio, i due migranti, uno originario del Gambia e l'altro della Guinea Bissau, sarebbero stati picchiati da Mugnaini con un manico di scopa. Uno perché avrebbe contravvenuto a regole della struttura, e l'altro perché avrebbe filmato la punizione col suo telefono cellulare. A seguito dell'aggressione entrambi riportarono lesioni, medicate al pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe di Empoli e giudicate guaribili dai medici in dieci giorni. Quella che si è celebrata ieri al Palazzo di Giustizia fiorentino è stata una prima udienza di smistamento. Per entrare nel vivo del procedimento occorrerà aspettare la prossima udienza, fissata per 30 ottobre prossimo. I due migranti non saranno parte civile nel processo.
Questo perché, nel corso dell'udienza preliminare davanti al gup di Firenze, hanno accettato la proposta di risarcimento danni avanzata dai legali degli indagati. «Si è ritenuto di dover comporre con una transazione un aspetto che aveva un riferimento in pretese di natura civilistica», aveva spiegato all'epoca l'avvocato Sigfrido Fenyes, difensore del numero uno di Multicons Stefano Mugnaini. «Inoltre la transazione - aveva detto ancora - ha anche dato modo di trovare un punto di chiarimento nella vicenda», pur essendo chiaro che prescinde dall'accertamento delle responsabilità penali. I guai per Mugnaini potrebbero non finire qui. Da tempo infatti sul tavolo del pm De Gregorio ci sarebbe anche un'altra inchiesta, relativa sempre alla gestione della Multicons, di cui al momento non si conosce ancora la sorte: al momento l'indagine non sarebbe ancora stata chiusa, tantomeno archiviate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
