Sicurezza
Aggressione al parco dell'Ambrogiana: il 9 maggio l’appello
Tentò di uccidere e rapinò una ragazza, torna alla sbarra dopo una condanna a 10 anni in primo grado
FIRENZE. È fissato per il 9 maggio prossimo, davanti alla corte di assise d’appello di Firenze, il processo di secondo grado a carico di Alessio Martini, l’autore dell’aggressione alla diciassettenne trovata gravemente ferita la mattina del 14 ottobre 2017 nel parco dell’Ambrogiana a Montelupo Fiorentino.
Il giovane, 21 anni, aveva dichiarato davanti al giudice di essersi pentito, ma questo non bastò. In primo grado, con rito abbreviato, fu condannato dal gip Alessandro Moneti a 10 anni di reclusione, la stessa pena chiesta per lui dall’accusa, e al pagamento di 20 mila euro di risarcimento danni. I reati che gli vengono contestati sono rapina e tentato omicidio. La ragazza, che era stata in discoteca, venne aggredita nel parco dopo che si era separata dagli amici. Martini la aggredì a scopo di rapina, per prenderle il cellulare che aveva in mano. Poi la picchiò e la trascinò per duecento metri sull’asfalto del viale che porta all’ex Opg. Quindi l’abbandonò dietro un cespuglio.
La diciassettenne, di Fucecchio, venne ritrovata la mattina successiva, col volto ridotto a una maschera di sangue. Gli investigatori sono risaliti a Martini grazie alle immagini riprese da alcune telecamere di sorveglianza e ad alcune tracce di Dna trovate sui vestiti e sotto le ascelle della ragazzina. La sua presenza nel parco la mattina del 14 ottobre è stata accertata, oltre che dalle telecamere, anche dall’analisi delle celle telefoniche. Inoltre, il giubbotto che indossava al momento dell’aggressione è stato sequestrato dalla polizia nella sua abitazione. Al momento dell’arresto Maritini ha collaborato con gli agenti, permettendo di ritrovare il cellulare delle ragazza, che aveva gettato nel parco. A causa delle botte la diciassettenne, trovata la mattina dopo la rapina in stato di semincoscienza, riportò fratture multiple e varie lesioni.
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