Sicurezza
Certaldo, la tesi di laurea di una studentessa "per un Palazzo Pretorio senza barriere"
Giacomo Bertelli
Sara Bartalucci si è laureata con una tesi che propone soluzioni innovative per l’edificio storico
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CERTALDO. Amore verso il suo paese e una laurea ottenuta su Palazzo Pretorio. È la storia di Sara Bartalucci, 25enne certaldese, che ha deciso lo scorso 15 aprile di legare uno dei giorni più belli ed importanti della sua vita a uno dei simboli del paese di Boccaccio come Palazzo Pretorio. La laurea ottenuta a Calenzano alla facoltà di architettura nel corso di disegno industriale ha messo al centro l’importanza dell’abbattimento delle barriere architettoniche in un luogo così storico e antico, oltre che proporre innovazioni da potersi inserire nel contesto di Palazzo Pretorio. Grande appassionata di design e di arte Sara si diploma al liceo artistico’Virgilio’di Empoli in scultura. Il primo passo per passare poi all’università dove si cimenta sin da subito nello studio di artisti del passato e del presente. La voglia di misurarsi e di mettere in risalto Palazzo Pretorio trovano spazio nella sua tesi di laurea che riesce così a sviluppare portando avanti uno studio ben dettagliato prima sugli esterni e poi sull’interno. Quello stesso Palazzo Pretorio oggi oggetto di una annosa diatriba per lavori mal eseguiti e per i quali il Comune potrebbe presentare a breve una richiesta di risarcimento milionaria.
Nell’attesa però questo lo storico edificio simbolo di potere in Valdelsa continua ad essere oggetto di studio ed attenzione da giovani e docenti del territorio.
Sara Bartalucci per disegnare il suo progetto di abbattimento delle barriere architettoniche e aumentare la funzionalità dello stesso edificio ha cercato di ispirarsi a maestri del calibro di Carlo Scarpa, Francesco Venezia e Mimmo Paladino (che ha disegnato la piazza dei Guidi a Vinci in eredità a Leonardo) e allo stesso tempo ha studiato libri custoditi in biblioteca oltre che incontrare l’assessore alla cultura, Francesca Pinochi. Totem informativi tattili per ciechi, aumentare lo spazio per stare a sedere e soffermarsi così ad ammirare gli scorci di Palazzo Pretorio, oltre che un miglioramento alle attuali rampe. «La mia idea rispetta tutti i parametri previsti dalla legge e avrei piacere discutere un giorno pubblicamente di questo progetto» confessa Sara. Uno studio che si è concentrato anche sui colori e materiali: «Bisogna restituire nuova vita a ciò che era stato ideato nel passato e non è facile» . Attenzione per le carrozzine e i passeggini perché prima di tutto occorre facilitare le persone in difficoltà. Il suo futuro adesso la vede lanciata alla ricerca di un lavoro, dalla progettazione di interni ed esterni «ma non dimentico mai la mia Certaldo che studio da vicino tutti i giorni» conclude la giovane laureata.
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