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La Vibac torna a investire e ad assumere

Alessandro Marmugi
La Vibac torna a investire e ad assumere

L’azienda ha scongiurato la chiusura e ora impiegherà 2 milioni e 800mila euro per ammodernare la produzione

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EMPOLI. Dopo un anno difficile, di cassa integrazione straordinaria, con lo spettro della chiusura alle spalle, la Vibac di Vinci riparte. Lo fa attraverso un accordo tra sindacati e azienda che dopo un anno è diventato realtà, con investimenti sulla produzione e in particolare sui macchinari. Una nuova vita per la storica realtà che produce nastri adesivi e che da decine di anni è fonte di occupazione per tutto il territorio. . Un nuovo percorso iniziato proprio pochi giorni fa con la chiusura della vertenza sindacale e con la chiusura formale della Cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione. Un provvedimento che ha permesso all’azienda di concentrarsi sugli investimenti e di arrivare a una cifra di circa 2,8 milioni di euro per ammodernare la produzione. Un anno fa la situazione era molto critica con i margini di guadagno garantiti che si erano ridotti del 70% e con le voci di un’azienda pronta a delocalizzare la produzione negli altri stabilimenti, quello di Termoli e quello ubicato in Serbia. Poi la vertenza, il tavolo con i sindacati e la Regione e la decisione di arrivare alla cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione. «C’erano tante cose che non andavano, soprattutto dal punto di vista della qualità della produzione - spiega Giuseppe Dentato della Filctem Cgil - noi abbiamo sfidato, pensando anche alla storia di questa azienda di quando era ancora Syrom e delle importanti maestranze che ci sono. E alla fine siamo riusciti a trovare un accordo».

Accordo che prevede 2,8 milioni di euro di investimenti: di questi circa 2.400.000 sono serviti per la linea principale di produzione, quella che serve per produrre il nastro adesivo robusto che è stata smontata e rimontata, gli altri per una nuova linea di produzione. Oltre a questo sono stati investiti anche 200.000 euro sulla formazione dei dipendenti. Per quanto riguarda l’organico, la vera nota dolente, l’azienda un anno fa aveva 152 dipendenti. Poi con la riorganizzazione ci sono stati 17 esuberi. Oltre a questi non sono stati rinnovati 18 contratti a tempo determinato e altri 10 dipendenti hanno lasciato spontaneamente l’azienda. «Adesso sono partite delle nuove assunzioni a tempo determinato – spiega ancora Dentato – al momento 6 è questo è un dato importante per l’occupazione sul nostro territorio». Ora l’obiettivo è tornare, nel medio periodo, ai 152 dipendenti di un anno fa. «Abbiamo tenuto duro – spiegano Valdimiro Spinelli e Patrizio Santini della Rsu – nonostante i gufi, che auspicavano la chiusura. E se siamo riusciti in questa impresa è grazie ad un atteggiamento di confronto e dialogo serio. E grazie alle grandi maestranze che ci sono in questa azienda». Fondamentale nel momento di crisi, l’apporto dell’amministrazione comunale di Vinci. «Come amministrazione ci siamo impegnati per difendere un presidio produttivo importante – spiega il sindaco di Vinci Giuseppe Torchia -. Anche il presidente Mattarella, lunedì, osservando la zona industriale di Mercatale ha chiesto che venga mantenuto e coltivato il settore manifatturiero nella nostra città». —
 

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