Il Tirreno

Empoli

Praticante avvocato condannato a 5 anni per abusi sessuali ai danni del nipotino

Matteo Leoni
Praticante avvocato condannato a 5 anni per abusi sessuali ai danni del nipotino

La Corte d’appello di Firenze ha ribaltato la sentenza di primo grado che aveva assolto il quarantenne

2 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Un uomo di 40 anni residente a Empoli, nel 2011 all’epoca dei fatti praticante in uno studio legale nell’Empolese, è stato condannato in appello a Firenze a 5 anni e tre mesi di reclusione per violenza sessuale nei confronti del nipotino.
 
In primo grado il quarantenne, che era imputato per presunti abusi anche verso un altro nipotino di 2 anni, era stato assolto con formula piena. Adesso la condanna con l’accusa, pesantissima, di aver abusato del figlio del fratello, di sei anni.
 
Una vicenda giudiziaria complicata scaturita dalle indagini condotte dalla pubblico ministero Ornella Galeotti, su cui si prevede che solo la Cassazione, cui probabilmente verrà fatto ricorso, potrà dire una parola definitiva. 
A favore dell’innocenza del quarantenne ci sarebbero anche le testimonianze di alcuni familiari, mentre altri sarebbero di parere opposto. Le presunte violenze da parte dello zio sarebbero avvenute quando il piccolo, perché non c’era scuola o perché era malato, veniva affidato ai nonni. Qui spesso sarebbe stato presente anche il quarantenne. I giudici di primo grado, motivando l’assoluzione, avevano spiegato di ritenere poco attendibile la testimonianza del bimbo di 6 anni, considerando inoltre che l’uomo non avrebbe avuto modo di abusare dei bambini perché non avrebbe mai avuto occasione di trovarsi da solo con loro.
 
In base alle abitudini familiari, hanno sostenuto i giudici di primo grado, l’imputato non sarebbe mai stato solo coi nipoti vedendoli sempre a casa dei nonni o comunque in occasioni collettive, come pranzi o cene di famiglia. Per questo non avrebbe mai avuto modo, ammesso che lo avesse voluto, di fare loro del male. Di diverso avviso altri familiari dei bambini, secondo i quali in alcune circostanze l’uomo sarebbe rimasto solo coi nipoti, ad esempio durante alcuni periodi di vacanza passati tutti insieme. Nell’impugnazione avverso la sentenza di assoluzione in primo grado, la procura generale di Firenze aveva definito il verdetto favorevole all’imputato come basato su considerazioni apodittiche e solo apparentemente motivate.
 
Insomma, non ci sarebbero prove schiaccianti né sulla colpevolezza né sull’innocenza dell’imputato, come spesso accade nei procedimenti penali per violenza sessuale, dove di norma c’è la parola di uno contro la parola dell’altro. In questo caso la vicenda è resa ancora più complicata dalla presenza dei minori, la cui testimonianza è sempre più difficile da raccogliere perché c’è il rischio che sia influenzata da quello che sentono dagli adulti. In ogni caso i giudici della Corte d’appello di Firenze hanno ritenuto credibile la testimonianza del bambino di 6 anni. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web