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Empoli

Piano del Comune per sistemare l’ecomostro, servono 2 milioni

Piano del Comune per sistemare l’ecomostro, servono 2 milioni

L’annuncio della sindaca Barnini dopo le aste a vuoto: «Verde al posto del cemento, deve diventare un parco» 

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EMPOLI. È dall’inizio del terzo millennio che quello scheletro di cemento si staglia minaccioso su Ponte a Elsa. Doveva ospitare le famiglie, i negozi, ma si poi è trasformato in un simbolo del degrado. Guadagnandosi (si fa per dire) un nome non certo invidiabile: l’ecomostro.. Ora c’è un piano. Un piano di buttarlo giù e trasformare quello spazio in quello di bello, qualcosa di utile. «Cerchiamo risorse per trasformare l’ecomostro in un parco per le famiglie, per mettere il verde al posto del cemento»: è l’annuncio della sindaca Brenda Barnini, arrivato durante la cerimonia di inaugurazione dell’atteso fontanello dell’acqua buona nella vicina via dell’Osteria Bianca.

Barnini ha rivelato e spiegato il progetto per un prossimo futuro dell’area che si trova a poche decine di metri, in via Gobetti. «Il nostro obiettivo è quello di migliorare la qualità della vita di Ponte a Elsa – ha detto – stiamo lavorando con gli uffici comunali alla ricerca di finanziamenti attraverso bandi pubblici legati alla rigenerazione urbana per ridare una nuova vita all’area. Credo che dopo gli ennesimi 5 anni in cui quel palazzo, mai concluso, non ha trovato un investitore privato per terminare l’opera, sebbene l’amministrazione comunale abbiamo provato a renderla oggetto di investimenti senza che nessuno abbiamo manifestato un vero interesse, sia arrivato il momento di agire. L’area nel frattempo è divenuta una fonte di spesa, perché l’amministrazione comunale, dopo il fallimento della società, è dovuta intervenire per metterla in sicurezza. Non è possibile aspettare ancora».

Ora, dunque, il Comune sta cercando i mezzi (cioè i soldi) per intervenire. Ma ne servono molti. «Per acquistare all’asta quell’immobile, per demolirlo e trasformarlo in un parco urbano c’è bisogno di circa 2 milioni di euro, una cifra davvero consistente per un Comune come il nostro – ha proseguito la sindaca – ma credo che dobbiamo prenderci l’impegno di provarci fino in fondo perché quello spazio diventi quello che è il parco di Serravalle per la zona est della città. Quel luogo può e deve passare da essere uno dei posti di più grande insoddisfazione per l’amministrazione comunale in uno che possa essere vissuto e che diventi luogo per i bambini, per le famiglie, un orgoglio per i residenti. Un parco dove giocare, stare insieme e migliorare la qualità della vita».

L’imponente cantiere edile di via Gobetti è abbandonato dal 2002, anno del fallimento della ditta che vi effettuava i lavori: la Mg costruzioni di Caserta. Da allora l’immobile vive in stato di abbandono, e quindi di degrado ambientale. Più volte in questi anni l’area, di 3.800 metri quadri il sovrastante immobile di 5.000 metri cubi interrati e 15.300 fuori terra (destinati a garage, fondi commerciali al piano terra, uffici e appartamenti ai piani superiori) è andato all’asta. La dodicesima andò deserta ad inizio 2017, nonostante la base d’asta fosse precipitata dai 2,8 milioni della precedente, del 2012, a 747.000 euro. Nessuna offerta, però, era arrivata all’avvocato Gateano Mazza di Napoli, nominato curatore fallimentare dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ora ci proverà il Comune, che nel 2010 aveva fatto smontare la grande gru rimasta per anni in bilico sulla case.

Brenda Barnini ha anche spiegato che: «Per Ponte a Elsa non ci fermeremo. Ho fatto di recente, e farò anche nella prossima settimana, un sopralluogo con Rfi alla stazione perché vorrei che quell’edificio fosse gestito da alcune associazioni del territorio e che diventasse un luogo di incontro e aggregazione».
 

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