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Tari invariata ma l’aumento è solo rimandato

Tari invariata ma l’aumento è solo rimandato

Il consiglio comunale di Empoli approva il Pef per la gestione Però Alia batte cassa e l’incremento (forse del 10%) è già sicuro per il 2020

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EMPOLI. Le notizie, in pratica, sono due. Arrivano dalla seduta del consiglio comunale di Empoli che, mercoledì sera, ha il Piano economico finanziario previsionale 2019 per la gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati da parte di Alia spa. . Come avvenuto lo scorso anno, quando l’affidamento del servizio è passato da Publiambiente ad Alia, concede il via libera al gestore di erogare il servizio sul territorio comunale a seguito dell’aggiudicazione della gara espletata nel 2012 da Ato Toscana centro per conto di tutti i Comuni della Città Metropolitana di Firenze e delle Province di Prato e Pistoia.

Per il Comune di Empoli il Pef prevede il finanziamento del servizio base, comprendente la raccolta porta a porta dei rifiuti, lo spazzamento delle strade e lo svuotamento dei cestini e di alcuni servizi accessori per un totale annuo di costi pari a 7.782.399 euro, senza Iva.

Servizi tutti già effettuati a cui si è aggiunto, dall’anno scorso, il diserbo delle aree verdi per effettuare la raccolta dei rifiuti. Per il 2019 si aggiungono tra i servizi quello della raccolta di scarti di amianto risultanti da piccoli lavori domestici e quello per la raccolta dei rifiuti cimiteriali.

Nella stessa seduta, ecco la prima notizia, è stata poi approvata la delibera che stabilisce la tariffa della tassa sui rifiuti (Tari) che per il 2019 risulta invariata: non ci sono aumenti rispetto al 2018, sebbene i servizi prevedano maggiori interventi e i costi per la gestione dei rifiuti raccolti siano aumentati. In 5 anni di amministrazione Barnini la Tari non è mai aumentata, anzi nel 2014 è stata diminuita.

Ma la seconda notizia è che sarà anche l’ultima volta. Già, perché dal 2020 la Tari aumenterà, probabilmente del 10%. Un salasso per famiglie imprese dovuto ai maggiori costi di smaltimento registrati e richiesti da Alia (dopo la mancata realizzazione dell’impianto smaltimento di casa Passerini). La società chiede 15 milioni in più, l’Autorità di controllo 11,6. In attesa di sciogliere il nodo è stato possibile rinviare la stangata («solo perché ci sono le elezioni», tuonano praticamente in coro le opposizioni). Ma per il 2020 la sentenza è già scritta.
 

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