Il Tirreno

Empoli

la protesta dei cittadini 

Con la chiusura del ponte di Marcignana vanno a picco gli affari dei commercianti

Alessandro Marmugi
Con la chiusura del ponte di Marcignana vanno a picco gli affari dei commercianti

Disagi per chi è costretto ad allungare di 10 chilometri per andare al lavoro e a causa delle manovre pericolose di autotreni

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EMPOLI. Vite divise a metà. Si, per colpa di un ponte malandato. C’è chi ogni mattina è costretto ad arrivare in ritardo a scuola, chi deve fare 10-12 km in più per andare a lavoro. Ci sono le attività commerciali, che hanno subito un calo netto delle vendite e i residenti, che ogni giorno si vedono davanti passare davanti casa tir e autotreni che compiono manovre pericolose. La chiusura del ponte di Marcignana non ha spezzato in due solo una parte del circondario. Ma ha stravolto anche la vita di chi proprio lì, a ridosso di quel collegamento che attraversa l’Arno e che unisce i comuni di Cerreto Guidi ed Empoli, vive e lavora. Sul ponte, chiuso per rilievi da qualche settimana, sono state rilevate carenze strutturali. Per questo la struttura dovrà essere messa in sicurezza e serviranno diversi mesi di lavoro, 6 per la precisione, con la speranza di riaprire prima dell’inizio del nuovo anno scolastico. Lunedì i sindaci di Empoli e Cerreto incontreranno la popolazione locale alla Casa del Popolo di Marcignana, alle 21. 30. I cittadini sono pronti ad avanzare richieste e a fare proposte perché così non si può andare avanti. I problemi sono tantissimi, tante piccole cose che sconvolgono la quotidianità. . «Gli affari risentono della chiusura del ponte, qui arrivano meno clienti – spiega Michele Gori che a Marcignana ha una panetteria pasticceria –. Aspettiamo l’incontro con i sindaci ma servono soluzioni urgenti. Prima la chiusura del sottopasso, poi quella del Ponte di Isola ora il ponte di Marcignana. La nostra frazione è penalizzata. Giusto intervenire ma servono soluzioni alternative. Penso ad una navetta per collegare Bassa e Marcignana. Oppure la realizzazione di una passerella pedonale e ciclabile che permetta alle persone di attraversare e di raggiungere i negozi. Vogliamo trovare delle soluzioni, quello che ci dispiace maggiormente è che come sempre in Italia ci si sveglia troppo tardi. Sono anni che il ponte ha problemi».

Soluzioni che potrebbero essere anche economiche, come spiega Rosi Araneo. «Il numero dei clienti che frequentano il nostro bar è diminuito – dice – dovrebbero darci un indennizzo economico, o comunque proporre degli sgravi, altrimenti non andiamo avanti. E poi servono cartelli migliori, ogni giorno qui arrivano i bilici che fanno inversione tra le case, è davvero pericoloso». C’è anche chi a Marcignana è arrivato proprio dall’altra sponda, quella di Cerreto Guidi tra mille difficoltà. «Il disagio è enorme– spiega Lorenzo Sani – chi arriva a Marcignana per lavorare da Bassa e Cerreto deve fare 20 km in più al giorno. Tanto tempo perso, ma soprattutto soldi tra benzina e usura dell’auto. Mi auguro che si lavori su quel ponte 24 ore su 24, anche la notte, come succede all’estero o in altre regioni. Altrimenti è inutile fare tanti discorsi. Senza contare i problemi che colpiscono tutto il traffico locale – conclude il signor Uliviero Fusi –, la zona di Sovigliana e il ponte di Avane sono stati caricati di traffico. E tutta la zona ne risente. Me ne accorgo anch’io che risiedo a Ponte a Elsa». Insomma serve un piano straordinario.

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