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Minacce e insulti sessisti alla consigliera

Alessandro Marmugi
Minacce e insulti sessisti alla consigliera

Nel mirino Amalia Chiovaro, esponente di Sinistra in Comune, per un commento sulla commemorazione delle foibe

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VINCI. È ancora senza parole Amalia. Non riesce quasi a parlare. «Non so dire come mi sento – racconta – provo un senso di nausea, di schifo per quello che è accaduto».

E non potrebbe essere altrimenti. Già, perché, lei, Amalia Chiovaro, è stata vittima di un gravissimo attacco sui social. Insulti pesantissimi, a sfondo sessuale, vere e proprie offese sessiste. Solo per aver pubblicato su Facebook un commento, riguardo alla commemorazione delle foibe, sotto ad un post dell’Anpi.

Chiovaro , 34 anni, consigliera comunale di Vinci eletta per Sinistra in Comune, è stata attaccata domenica pomeriggio da un profilo social che poi è misteriosamente svanito nel nulla. Tutto è accaduto intorno alle 16 quando Amalia ha commentato su Facebook un post dell’Anpi.

«Ho espresso alcune perplessità riguardo al tema della commemorazione delle foibe – racconta –, in maniera corretta, senza alzare i toni, cercando un contraddittorio».

Da quel momento un profilo con un nome di un uomo l’ha presa di mira. Ha iniziato a minacciare di morte Amalia e poi ha condiviso la foto profilo della giovane accompagnandola con gravissimi insulti sessisti. A lanciare l’attacco potrebbe essere stato quello che nel gergo del web si definisce “troll”, ossia un profilo falso creato appositamente per lanciare messaggi anonimi che possano scandalizzare l’opinione pubblica. Una tesi che potrebbe essere confermata dal fatto che proprio su quel profilo, nelle ultime ore, erano state pubblicate foto di persone accusandole di negare le foibe. Sia il profilo incriminato che i post a lui associati sono spariti poche ore dopo l’accaduto. Il fatto non è passato inosservato e subito si è messa in moto la macchina della solidarietà sui social e non solo.

«Sono felicemente sorpresa – racconta ancora Amalia – di tutte le manifestazioni di affetto e di conforto che sto ricevendo in queste ore. Mi stanno sostenendo in tantissimi, dall’Anpi all’Arci, i sindaci. Questa testimonianza mi rende più forte e mi aiuta a superare il dispiacere per quello che è accaduto, anche se non facile. Non ho paura, ma sono disgustata. Non credevo che si potesse arrivare a tanto. A non avere più rispetto per una donna, a non avere più il rispetto per un altro essere umano».

Il Comune di Vinci sporgerà denuncia ai carabinieri e il sindaco Giuseppe Torchia ha in programma di segnalare l’accaduto anche al prefetto di Firenze Laura Lega.

Anche Chiovaro nelle prossime ore dovrebbe sporgere denuncia alla Polizia Postale. –

Alessandro Marmugi

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