Sicurezza
Crisi, ogni diciannove giorni si abbassa una saracinesca
Soffre il manifatturiero, una ventina di ditte in meno nel settore delle costruzioni. Segnali positivi invece per il comparto tecnologico e l’agricoltura. Bene l’energia
EMPOLI. Una saracinesca che si abbassa praticamente ogni 19 giorni. Un'attività che chiude quasi ogni tre settimane per non riaprire più. I numeri non lasciano spazio a dubbi e dicono che nel giro di due anni nel comune di Empoli il numero delle imprese è calato di 38 unità. . La caduta sembra in leggera frenata rispetto ai numeri di quattro o cinque anni fa, ma le attività continuano sempre a diminuire, progressivamente e a indicare che c'è ancora molto da fare per arginare l'emorragia. I numeri arrivano dall'ufficio statistica della Camera di Commercio di Firenze e sono elaborati sui dati del registro imprese. E non lasciano spazio a dubbi. Appena due anni fa le persone con cariche in imprese attive era di 8.013. Oggi dopo appena due anni nel quarto trimestre del 2018 se ne registrano 7.975. Tanti i settori presi in esame, alcuni dei quali appaiono più colpiti, altri invece indenni dalla diminuzione, altri invece che recuperano terreno. Alla fine però il saldo tra chi ha deciso di aprire e chi è stato costretto a chiudere è pur sempre negativo.
Cambiano le esigenze, cambia il mercato e di conseguenza anche il territorio empolese si adatta. La crisi maggiore riguarda il comparto ma il manifatturiero dove in due anni si è perso più del 4% delle attività. Da 1.251 aziende si è arrivati a 1.208, circa 43 in meno. A crollare è anche il settore del commercio all'ingrosso con 36 attività in meno in due anni. Diminuzioni anche nel settore delle costruzioni con una ventina di attività in meno, una caduta però decisamente piu lenta rispetto a quelle citate sopra e che vede 24 aziende inmeno, con un totale oggi di 952 attività.
Restano stabili altri settori come quello della ristorazione dell'alloggio o dell'assistenza sanitaria. Ad aumentare a braccetto, sono paradossalmente la tecnologia e la ruralità. Sono quasi un ossimoro ma invece sono questi i due settori che paiono tenere a galla le imprese. Non è una novità che i servizi di informazione stiano crescendo a vista d'occhio. Qui l'aumento è dell'8% con ben 24 imprese in più. Ma è interessantissimo il dato sull'agricoltura.
Aumentano le imprese attive in questo campo che arrivano a superare le 300 con un bel 4,8% in più rispetto a due anni fa. Merito anche di tanti giovani che hanno deciso di ritornare all'origine e di riscoprire questo tipo di attività.
Il settore che però aumenta di più è quello delle forniture di energia. Già, aziende che gestiscono le forniture di luce e gas. Il mercato libero, introdotto negli ultimi anni, ha fatto sviluppare una crescita esponenziale del settore. Se due anni fa c'erano appena 3 aziende impiegate in questo settore oggi sono addirittura 11 con un boom che si attesta addirittura al 266%.
Sono poco più di una decina è vero le attività in questo momento, ma la crescita così ampia fa capire che si tratta di un'area in continua espansione e che da linfa vitale ad un mondo del lavoro che ha sempre bisogno di una bella boccata d'ossigeno. —
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