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Il Cesat sarà potenziato: arriva anche il robot chirurgico

Marco Sabia
Il Cesat sarà potenziato: arriva anche il robot chirurgico

Sarà la prima esperienza del genere in tutta l’azienda sanitaria Toscana Centro Investiti 400mila euro. Si punta anche all’aumento dell’organico dei medici 

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FUCECCHIO. Col suo Cesat (Centro di eccellenza sostituzione articolare Regione Toscana) Fucecchio è al centro dell’azienda sanitaria per quanto riguarda la chirurgia artoprotesica, vera eccellenza di questa struttura nata “sulle ceneri” del vecchio ospedale. L’Asl, infatti, grazie anche all’impegno della Regione, ha varato un piano di investimenti sul centro che porterà ad un aumento dell’organico e di conseguenza anche delle operazioni chirurgiche di inserimento (o revisione) delle protesi ad anca e ginocchio. Al momento il Cesat, diretto dal chirurgo ortopedico fucecchiese Roberto Virgili, conta (oltre al primario) altri 7 chirurghi in pianta stabile: Lorenzo Nistri, Luigi Volpe, Lorenzo Giannelli Buccioni, Felicia Soviero, Donatina Cariello e Teodoro Bassarelli. A loro si aggiunge, da Prato, il dottor Mirco Pietri. A rotazione, invece, operano dei chirurghi del San Giuseppe di Empoli: Claudio Firenzani, Maurizio Prati, David Biancalani e Mario Pelagotti, oltre a quelli del San Giovanni di Dio (per due volte a settimana).

La chirurgia così sta passando da 16 a 25 interventi a settimana, sfruttando (al mattino) entrambe le tecnologicamente avanzate sale operatorie. L’obiettivo, nel medio termine, è arrivare ad avere un organico stabile di 12 chirurghi, grazie ad un bando di mobilità che l’Asl farà la prossima settimana.

In aggiunta sta per arrivare un robot da 400.000 euro per praticare la chirurgia robotica, il primo in questa azienda sanitaria a servizio delle protesi. Robot che arriverà entro l’anno, a sentire l’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi, presente ieri nella conferenza stampa nella quale è stata “illustrata” la nuova vita del Cesat, la fase 2 dopo la partenza del professor Massimiliano Marcucci e di due dei suoi colleghi storici, Leonardo Latella e Paolo Poli.

«Il Cesat – ha spiegato l’assessore – diventerà il fulcro della chirurgia artoprotesica della nostra Asl e in questo senso vanno i nostri investimenti. Già passare da 16 a 25 interventi da qui a marzo sarà un grande traguardo; ma non ci vogliamo fermare qui, perché il progetto è avere le due sale operatorie dove si opera anche al pomeriggio, a differenza di quanto accade oggi. Quando saremo a pieno regime potremo offrire 1200 operazioni all’anno, un terzo in più di quelle attuali. E questo inciderà in positivo sulle liste d’attesa, che per l’ortopedia sono una criticità».

A breve – entro marzo - il dottor Virgili conta anche di introdurre uno studio Tc radiografico dinamico per la pianificazione del posizionamento della protesi “al millimetro”; in pratica un software accompagnerà i chirurghi nelle operazioni e li aiuterà ad essere più precisi e rispondenti alle esigenze del singolo paziente. —

Marco Sabia

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