Sicurezza
Salvato da due poliziotti dopo l’aggressione
Colpito al collo con una bottiglia rotta, ha rischiato di morire. Provvidenziali i soccorsi degli agenti. Arrestato l’aggressore
pistoia. Ha ferito gravemente un suo conoscente, infilzandolo al collo con una bottiglia di birra rotta. Poi è scappato, tentando di far perdere le sue tracce. Ma nel giro di pochi minuti, gli agenti del commissariato di Empoli lo hanno trovato, ancora sporco di sangue all’interno di un Kebab, non molto distante dal luogo dell’aggressione. È durata poco la fuga di J. R., un indiano di 50 anni che nel pomeriggio di martedì ha aggredito un suo connazionale, in via Verdi, nei pressi dell’incrocio con via Fabiani. L’uomo è stato catturato dagli stessi agenti che, poco minuti prima, in modo tempestivo avevano soccorso in strada il ferito, salvandogli la vita.
Tutto è accaduto intorno alle 17 non lontano dalla stazione ferroviaria di Empoli e dal centro cittadino. I due uomini di nazionalità indiana, che si conoscevano, hanno iniziato a litigare pesantemente per questioni personali ancora da chiarire. A quel punto uno dei due, J.R, di 50 anni ha preso in mano un collo di bottiglia acuminato e ha infilzato l’altro, un 44enne, con un fendente al collo. L’aggressore si è poi dato alla fuga lasciando il ferito disteso sull’asfalto. Alcuni passanti hanno subito allertato il 113 e sul posto è arrivata una volante del commissariato di Empoli. L’intervento degli agenti è stato fondamentale. Il ferito infatti, perdeva molto sangue e aveva un frammento di vetro di bottiglia incastrato nel collo. Un frammento che avrebbe potuto recidere alcune arterie vitali in caso di movimenti inconsulti. I due agenti, mentre allertavano il 118, sono intervenuti con il kit di primo soccorso in loro dotazione e hanno prima tamponato la ferita e poi rimosso il “coccio” di vetro potenzialmente letale. Sul posto è arrivata poi l’ambulanza delle Pubbliche Assistenze che ha trasferito la vittima all’ospedale San Giuseppe, per le cure del caso.
Gli agenti si sono così potuti dedicare alle indagini per riuscire a identificare l’aggressore. Indizi utili sono arrivati dal ferito stesso, che ha più volte pronunciato il nome del suo aggressore e da alcuni testimoni oculari che si trovavano nei pressi di via Verdi e che avevano assistito alla scena. In meno di un’ora la Polizia è riuscita a individuare l’aggressore, che si era rifugiato in un kebab poco distante. Ad incastrarlo la mano con la quale aveva inferto il colpo che era ancora sporca di sangue. Poco dopo è stata ritrovata anche l’arma utilizzata per colpire il rivale, il collo di bottiglia che era stato occultato nei pressi di piazza Don Minzoni. L’aggressore, clandestino e senza fissa dimora, ma senza precedenti penali, ha ammesso le sue responsabilità ed è stato arrestato e condotto presso il carcere di Sollicciano.
L’ipotesi contestata è quella di tentato omicidio, visto che il fendente è stato scagliato in un punto sensibile, come il collo, dove si trovano arterie vitali. Il Pm Beatrice Giunti si è complimentata con gli agenti per il lavoro svolto ma soprattutto per il tempestivo intervento con il quale hanno soccorso l’uomo ferito salvandogli la vita. Proprio per questo motivo l’amministrazione comunale sarebbe intenzionata a insignire di un riconoscimento gli agenti. Intanto le indagini proseguono con la visione delle immagini delle telecamere della zona, che potrebbero fornire nuove ed importanti indicazioni sull’accaduto. —
Alessandro Marmugi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
