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Due maxi abbandoni di rifiuti: scatta la caccia per scoprire gli incivili
fucecchio. Due maxi abbandoni di rifiuti, in una strada che ormai è finita nel mirino degli incivili. Il riferimento è a via Ramoni, nella frazione fucecchiese di Torre.
Nei giorni scorsi un primo episodio si è verificato in una traversa laterale privata con accesso a proprietà pubblica, facendo infuriare il sindaco Alessio Spinelli che ha “spedito” gli operai del cantiere comunale a rimuovere il tutto: cavi, tubi e residui di materiale elettrico, che impedivano fisicamente l’accesso alla stradina. Poco dopo (a livello temporale) sempre in via Ramoni è comparso un secondo abbandono, in un altro tratto sterrato: secchi, tubi, resti di materiale edile, scarti di infissi e di bancali, che coprono una vecchia cisterna di gasolio abbandonata da mesi e mesi. Tutto fa pensare ai residui di un lavoro edile fatto di recente, oppure allo svuotamento magari di una cantina piena di prodotti che non servono più a niente. In ogni caso niente giustifica lo “smaltimento” nel bosco dei prodotti di scarto. Tra i rifiuti abbandonati, però, ci potrebbero anche essere degli indizi utili ad individuare il responsabile; c’è, ad esempio, un cassonetto bianco della carta, che ha un numero identificativo legato all’intestatario dell’utenza per il pagamento della tari. Recipiente che potrebbe anche essere finito lì per caso, senza colpe per l’utente che lo aveva a casa.
A questo ci penserà eventualmente la municipale dell’Unione dei Comuni, che spesso è riuscita a beccare i furbetti del sacchetto proprio andando a “scandagliare” i rifiuti abbandonati lungo il territorio comunale. Fatto sta che questa strada – poco trafficata, senza telecamere – si presta particolarmente, con danno per i privati che poi si trovano i propri terreni invasi dalla spazzatura, in alcuni casi contenente anche rifiuti speciali e di difficile smaltimento. Oppure, come nel caso dell’abbandono poi rimosso dagli operai comunali, c’è chi si è trovato la strada d’accesso alla propria proprietà completamente ostruita da materiali vari lì abbandonati (oltretutto per più volte in un breve lasso di tempo). —
Marco Sabia
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