Sicurezza
Multe dell'autovelox, sono in arrivo 150 ricorsi
Tra i motivi per cui i sanzionati a Vinci si oppongono alle sanzioni c’è la scarsa visibilità del dispositivo installato dopo una curva
VINCI. Una pioggia di ricorsi, al prefetto di Firenze Laura Lega o al giudice di pace di Empoli. Sono quelli che stanno già arrivando da parte dei multati dall’autovelox di Vinci, che hanno costituito un comitato “di tutela”. Mentre gli autovelox – sia quello acceso di Dianella, sia l’altro che era spento poco più avanti – sono stati segati “per vendetta” e quindi non possono più fotografare chi supera il limite di 50 all’ora in via Pietramarina, i battaglieri multati della Città del Genio hanno deciso di passare dalle parole ai fatti. O meglio, ai ricorsi. . Già ieri ne sono stati inoltrati per posta raccomandata circa 25 al prefetto, mentre altrettanti sono stati trasmessi con la posta certificata. Un numero considerevole, invece, verrà presentato al giudice di pace di Empoli, dietro pagamento di un contributo di 43 euro. Un papier di 12 pagine, nel quale i ricorrenti spiegano perché si oppongono ai verbali: in primis per il fatto che sulle strade extraurbane secondarie il limite è di 90 all’ora, mentre lungo via Pietramarina è di 50; poi la distanza del cartello che preannuncia il limite di velocità dalle postazioni fisse che stabilisce, in base all’art. 142 del decreto legislativo n. 285 del 1992, “che fuori dai centri abitati non possono comunque essere utilizzati o installati ad una distanza inferiore ad un chilometro dal segnale che impone il limite di velocità”.
I ricorrenti, poi, lamentano la poca visibilità del dispositivo, in quanto installato “dopo una curva cieca a destra, nascosto da altri segnali stradali e dalla presenza di alcuni pini di grandi dimensioni posti in prossimità del ciglio della strada”. Infine critiche alla taratura e alla funzionalità dell’apparecchio, che secondo i multati non sono indicate nei verbali.
L’esercito dei multati, insomma, non si ritiene una massa di “piloti di Formula 1”, visto che la stragrande maggioranza delle circa 3000 multe è per sforamenti del limite di 1-5 chilometri orari (al netto del margine di tolleranza di 5 chilometri orari sotto i 100). In poche parole l’autovelox, invece di avere funzione deterrente, ha avuto quella di far cassa. Si pensi che alcune famiglie si sono trovate decine di verbali nella cassetta postale; per chi ha pagato entro 5 giorni e non superava il limite di oltre 10 km/h, l’importo era di poco più di 40 euro. Si fa presto, di conseguenza, a impegnare mezzo stipendio per pagare il “malloppo” di sanzioni.
L’obiettivo è arrivare a circa 150 ricorsi, che è poi il numero degli aderenti al comitato vinciano. Centocinquanta ricorsi che equivarrebbero a migliaia di multe da annullare (o confermare con raddoppio della sanzione, se ci si rivolge al prefetto).
La situazione è simile a quella di Fucecchio, dove il rilevatore da oltre 5000 sanzioni in un mese è stato spento su richiesta del sindaco Alessio Spinelli.
A Fucecchio per ora i ricorsi non sono molti ma a breve ci potrebbe essere un’escalation da questo punto di vista, come sta accadendo a Vinci.
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