Gioco
Raccolta fondi dei tifosi per la famiglia di Arafet
EMPOLI. Il caso Arafet Arfaoui, il trentunenne morto in un money transfer a Empoli il 17 gennaio scorso durante un fermo di polizia, è arrivato fino in Maratona, il cuore del tifo azzurro. Ieri, in occasione della sfida con il Chievo, infatti, i gruppi ultras hanno deciso di effettuare una raccolta fondi, prima della partita, a favore della famiglia per coprire le spese legali necessarie per avvocati e consulenti di parte che stanno seguendo la vicenda giudiziaria. Il preventivo complessivo è di 5. 200 euro. «Insieme all’Associazione contro gli abusi in divisa e ad altre realtà politiche e sociali di Empoli – scrivono i tifosi – vogliamo sottolineare la necessità di non lasciare sola la famiglia di Arafet e di portare avanti questa battaglia di verità e giustizia con la forza della solidarietà popolare». Intanto la stessa associazione Acad sottolinea che «Il caso di Arafet non è assolutamente chiuso. La fase investigativa prosegue, molti ancora sono i dettagli incompleti». Secondo quanto è emerso finora Arafet non è morto di botte. La Tac non ha evidenziato lesioni interne. In base ai primi esami tossicologici, effettuati dal consulente del pm Christine Von Borries, il trentunenne deceduto con manette ai polsi e caviglie legate con una corda durante un controllo di polizia, è risultato positivo alla cocaina. Nelle prossime settimane il medico legale consegnerà alla procura la relazione completa sull’autopsia. —
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