Gioco
Grani antichi di Montespertoli via al progetto da 619.000 euro
MONTESPERTOLI. Si terrà stamani (ore 9. 30-13) nell’Auditorium de “I Lecci” a Montespertoli il convegno di apertura del progetto integrato di Filiera “Se. Ce. Mont. – Semente Certificate Montespertoli” finanziato dalla Regione per un importo di 619mila euro a 10 aziende agricole del territorio con capofila Spighe Toscane srl, finalizzato allo sviluppo di una filiera cerealicola strutturata dal produttore al trasformatore che permetta di valorizzare la risorsa seme e la qualità della materia prima, tenendo conto delle esigenze di sostenibilità ambientale. Il progetto nasce dall’esperienza maturata negli anni nel settore cerealicolo dal gruppo di produttori agricoli riunitisi nell’Associazione del pane di grani antichi di Montespertoli”, con l’obiettivo di creare una filiera locale virtuosa, che avvicini, coinvolga e leghi tra di loro gli agricoltori di base, i trasformatori ed i consumatori, e superi le criticità che hanno sempre caratterizzato il settore. La ditta sementiera ed il mulino si porranno quindi da collettore del prodotto grano, conseguentemente le sinergie messe in atto con l’accordo di filiera risulteranno un importante volano alla capacità produttiva di tutto il territorio coinvolto.
Attraverso gli investimenti previsti dal progetto si prevede un incremento del risultato operativo lordo (valore della produzione al netto del costo) per i produttori agricoli primari (cerealicoltori) ottenuto attraverso migliori prezzi di liquidazione del grano tenero acquistato dal mulino e dalla ditta sementiera e l’incremento della qualità del prodotto mediante certificazione del seme ed adozione di tecniche agronomiche adeguate. «Siamo contenti di poter dare a questo progetto un contributo che va al di là della semplice erogazione di formazione – afferma Tiziano Cini, direttore di Asev – ma che implica la salvaguardia e lo sviluppo di una filiera che tiene insieme oltre agli aspetti produttivi anche la storia e la cultura di un territorio».
«Siamo arrivati a oggi – aggiunge il sindaco Giulio Mangani – grazie anche al fondamentale apporto dell’Università di Firenze. Mentre l’agricoltura moderna cambia il territorio in relazione alle produzioni e lo adegua alle proprie esigenze, nel nostro caso i semi sono stati ricreati in relazione al territorio e alla sua vocazione e sostenibilità. E hanno un ritorno positivo sulla salute dei cittadini». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
