Il Tirreno

Empoli

per la procura non fu omicidio volontario 

Uccisa sulla 429, Falorni: «Una comunità intera vuole la verità su Sara»

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castelfiorentino. «Sara rischia di morire di nuovo. Il mio rispetto e fiducia verso le istituzioni è massima. E doverosa. Ma vi prego, non lasciate che sia questa la scritta che poniamo sulla pietra che sigilla questa vicenda. Non lasciamo che i sentimenti prevalenti che restano siano quelli di pensare che non si sia fatto abbastanza». Così il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni commenta la richiesta di archiviazione della procura di Firenze delle indagini per omicidio volontario riguardo alla morte di Sara Scimmi, 19 anni, il 9 settembre 2017 sulla 429 a Petrazzi. Resta in piedi invece l’inchiesta per omicidio stradale colposo, che vede indagato un camionista di 49 anni residente nel Pisano, accusato di aver travolto la ragazza e poi di essere scappato.

«Qui c’una comunità intera che non chiede altro che la verità – prosegue Falorni – e che si stringe con la massima forza e il massimo affetto attorno alla famiglia Scimmi, perché almeno le sia consegnata questa, visto che Sara non la riavranno purtroppo mai più». La sorella di Sara, Giulia, sostiene che «nelle indagini ci siano molte lacune», assicurando che continuerà a lottare per la verità, insieme al babbo Antonio e alla mamma Clementina: «Devo rilevare – conclude Falorni – che la famiglia Scimmi è tutt’altro che soddisfatta da questo esito, con la convinzione profonda che con un finale così, la loro Sara rischi di morire nuovamente. Che, appunto, non ci sia la chiarezza degli approfondimenti dovuti, in sede di indagine, e che restino ancora tanti punti oscuri che non lasciano alcuna serenità. Chiediamo solo giustizia per Sara». –

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