Sicurezza
Strage di pecore a trenta metri dalla casa «Siamo sotto choc»
cani (o lupi) in una fattoria a lazzeretto
CERRETO GUIDI. Sono arrivati dal bosco di notte (tra lunedì e martedì), si sono aggrappati alla rete di recinzione e con forza l’hanno tirata giù dai pali di legno che la sorreggeva. Poi hanno puntato dritto verso le pecore e le hanno uccise colpendole alla gola. E non si sono fermati neanche alla vista di una persona, uscita di casa per controllare cosa stesse succedendo. I lupi, o forse un branco di cani randagi e selvatici, sono arrivati fino a pochi metri dall’abitazione, all’interno dell’agriturismo “Fattoria Rozzalupi” di Lazzeretto. Nove gli animali uccisi: si è salvata (e non si sa davvero come abbia fatto a scamparla) solo una pecora. «Le pecore erano animali da compagnia – spiega la titolare della struttura, Francesca Manzi – e i bambini le avevano chiamate una per una con un nome. Le tenevamo in un recinto a una trentina di metri da casa. Per questo siamo tutti ancora più scioccati, per ciò che è successo».
Ancora incerti i “responsabili” di quanto accaduto: «In un primo momento – racconta Manzi – ci era stato detto che l’aggressione era stata fatta da un gruppo di cani, in quanto le pecore erano state ferite a morte, ma non mangiate e questo non è un comportamento tipico dei lupi. Parlando però mattina con il veterinario dell’Asl, ci è stato riferito che nei giorni scorsi sono state scattate foto notturne sul Montalbano, dove si vedono chiaramente dei lupi. E un episodio simile sembra sia avvenuto a Mercatale. E chissà che non siano stati proprio loro, i lupi, scesi un po’ più a valle, a uccidere le nostre pecore». Cani o lupi peraltro molto coraggiosi (e furbi). «La scorsa notte – dice ancora Manzi – ho sentito il nostro cane abbaiare. Sono allora uscita e ho visto almeno due pecore ancora vive. Però era notte ed ero spaventata, quindi sono subito rientrata in casa. La mattina dopo abbiamo trovato solo una pecora viva, le altre nove erano tutte state uccise. Significa che chi le ha aggredite si è nascosto e ha agito anche dopo che mi aveva visto, senza alcun timore».
David Meccoli
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