Pietra d’inciampo alla casa dove Tuti uccise due agenti
È stata messa nel viale Boccaccio dove viveva il terrorista, di fronte all’ospedale, nel giorno della commemorazione di Leonardo Falco e Giovanni Ceravolo
EMPOLI. Non è stata la solita commemorazione, ma una mattinata intera dedicata alla memoria del brigadiere Leonardo Falco e dell’appuntato della pubblica sicurezza Giovanni Ceravolo, uccisi dal terrorista nero Mario Tuti nella sera del 24 gennaio 1975, durante una perquisizione nella sua abitazione. In quella mitragliata a freddo Tuti, oltre a uccidere i due poliziotti, ferì gravemente anche l’appuntato Arturo Rocca, che era di supporto ai due colleghi che ebbero la sventura di trovarsi sul pianerottolo di quell’abitazione.
Quella casa si trova a Empoli, in via Boccaccio, davanti all’ospedale ‘San Giuseppe’. Proprio ieri è stata scoperta dalla sindaca di Empoli Brenda Barnini, dal prefetto di Firenze Laura Lega e dal questore di Firenze Alberto Intini, alla presenza dei familiari delle vittime, una pietra di inciampo. Una mattonella’ che si mischia a quelle già presenti sul marciapiede, ma che proprio davanti al portone del civico 25 dà la possibilità a chi cammina in quel tratto di leggere cosa accadde in quella casa.
«La pietra è un simbolo e un segno fisico che consentirà a tutti coloro che da ora in poi cammineranno su quel marciapiede di ricordare i tragici fatti legati alla stagione del terrorismo anche ad Empoli – ha detto Brenda Barnini –. Questa pietra e tutta la commemorazione che abbiamo organizzato insieme alla questura fiorentina e al commissariato empolese, ma anche il momento di approfondimento per le scuole al Cenacolo, deve essere un’ulteriore occasione per coltivare la memoria. Non solo quella della Resistenza e dell’Olocausto, su cui da anni svolgiamo progetti specifici con le scuole, ma anche gli anni di piombo e il terrorismo toccarono direttamente la nostra città». —
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