Il Tirreno

Empoli

la tragedia durante un controllo della polizia 

Morto a 31 anni, la Cgil: «Nessun dubbio sugli agenti intervenuti»

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Morto a 31 anni, la Cgil: «Nessun dubbio sugli agenti intervenuti»

Il segretario del Silp chiede più cautela nei giudizi  L’associazione contro gli abusi in divisa: «Arafet un buono» 

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EMPOLI. La morte dell’uomo tunisino, Arafet Arfaoui di 31 anni, in centro durante un controllo della polizia in un money transfer di via Ferrucci è al centro di uno scontro ma anche della richiesta di maggior equilibrio. A difesa degli agenti si pone il segretario del sindacato di polizia Silp-Cgil di Firenze Antonio Giordano che caldeggia «Un invito a una maggiore cautela quando, in casi come quello di Empoli si ritiene di poter colpevolizzare o assolvere a prescindere in una rincorsa alla delegittimazione o al consenso. Comprendo il dolore di chi ha vissuto e sofferto in prima persona il verificarsi di situazioni analoghe ma è necessario considerare che episodi, seppur tragici, non devono mettere in discussione o incrinare il rapporto di fiducia dei cittadini verso i poliziotti impegnati per garantire sicurezza a costo di sacrifici personali».Giordano spiega di non avere «dubbi sulla buona fede e sull'onestà dei colleghi intervenuti a Empoli: per strada non ci sono sceriffi o giustizieri ma donne e uomini in divisa che operano coscienziosamente in un delicatissimo territorio e contesto socio-economico dove sembra prevalere lo scontro anziché il confronto, l'intolleranza anziché la coesione sociale».Senza poi fare «vittimismo o per giustificare episodi su cui solo la magistratura potrà fare chiarezza» invita a considera alcuni fattori che a suo parere «incidono su qualità, professionalità e regolarità dell'operato idei poliziotti: l' esponenziale innalzamento dell'età anagrafica e di servizio, la carenza di organico e di un’ adeguata attività di aggiornamento, formazione ed esercitazione».

Il segretario della Silp Cgil continua spiegando che ci sono poliziotti che fanno 800 o più di ore di straordinario all’anno e che una parte di questo viene pagato con più di un anno di ritardo.«Ci sono poliziotti che fruiscono di un solo giorno di riposo dopo 20 giorni consecutivi di lavoro con decine di ore di straordinario - va avanti - Un operatore di polizia ha a disposizione 12 giornate all’anno per aggiornarsi, addestrarsi ed esercitarsi al tiro . E se dicessi che ci sono poliziotti che non riescono ad effettuare neanche una giornata di aggiornamento o addestramento all’anno? E se dicessi che ci sono poliziotti che non si esercitano al tiro da anni anche per mancanza di risorse o per intempestiva organizzazione?»

Per il segretario Giordano è necessario «che tutti pretendano dai governanti, che la polizia sia più efficiente, professionale, formata e anche etica e che l'istituzione polizia sia lasciata libera da momentanei accostamenti o personalizzazioni che rischiano di allontanarla da una parte di cittadini se vogliamo che possa continuare ad ergersi a garanzia della democrazia e di tutti, gialli, verdi o rossi e se vogliamo che tutti possano averne fiducia».

Sul caso interviene anche l’associazione Acad (Associazione contro gli abusi in divisa) che si sta occupando della vicenda. «In un clima di odio dove se sei tunisino, ex facchino disoccupato con qualche precedente, per alcuni sembra valere la pena di una morte per 20 euro. Nessuna brioche e cappuccino per Arafet, ma una corda ai piedi e momenti terribili prima della morte. Voleva mandare dei soldi alla famiglia, era un buono e un generoso, ma qualcuno ha deciso che la sua vita valesse 20 euro ritenute false. Era legatissimo alla moglie, non erano separati. Stava passando un periodo di difficoltà, ma non era un tossicodipendente, non era mai stato in comunità.

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